29 settembre 2021

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Dodicesima lezione - Errori nella formattazione del messaggio: html e colori, testo e formalismo, cancellazione e feedback per cancellazione

Il dubbio che spesso nasce e’ tra la scelta del formato html o del formato testuale.

Tuttavia un tale dubbio puo’ essere risolto focalizzando la propria attenzione sul target, onde posso ritenere che non sia vero che per forza un formato sia meglio dell’altro.

L’unico modo per saperlo e’ testare, testare e testare.

Per esperienza, per target di massa funziona meglio il formato html, per target piu’ di nicchia, aziende, etc., funziona meglio il formato testuale (e questo costituisce la regola se operi nell’ambito del commercio B2B).

Pero’ ripeto, la certezza l’abbiamo solo testando un invio in html, ed un invio in formato testuale, vedendo la differenza in termini di risposta, di clickthrough, piuttosto che di risultati di vendita.

E se comunque abbiamo dei dubbi, dato che in certi casi l’html non e’ compatibile con tutti i programmi di posta elettronica, in quanto mediamente un massimo 95% dei navigatori e’ in grado di leggere l’html, cioe’ da un 5 a un 10 % di destinatari non riesce a leggere correttamente i messaggi in html, allora procediamo pure con l’utilizzo del formato testuale.

Tuttavia sia per una questione di compatibilita’, sia magari per rispettare le esigenze dei nostri navigatori, potremo chiedere loro, in fase di iscrizione, se preferiscono ricevere la newsletter in formato testuale o in html.

Se poi abbiamo comunque scelto di impostare la newsletter con il formato html, il suggerimento e’ quello di scegliere formattazioni semplici, utilizzare al massimo due colori, escludere l’utilizzo delle tabelle, perche’ cio’ facilmente prelude alla creazione di un messaggio piu’ promozionale che informativo.

E questo perche’ la newsletter non deve sembrare una pagina web, ma deve sembrare quasi un messaggio personale.

L’inserimento di immagini nelle email in formato html e’ preferibile sia fatto con immagini residenti su server, in modo da non appesantire lo scaricamento della newsletter, e possiamo anche utilizzare l’immagine su server per sapere quanti navigatori hanno letto l’email, con l’utilizzo del software autoresponder un software autoresponder professionale, che ci da’ un sicuro supporto per il tracking delle aperture.

Nelle newsletter in formato testuale, invece, se in certi casi abbiamo l’esigenza di formattare maggiormente il messaggio, cosa che non possiamo fare con i file.txt, possiamo eventualmente rimandare il navigatore ad una pagina web, e quindi dire: se vuoi maggiori informazioni leggi questa pagina, leggi questo articolo, rimandando con un link ad una pagina html o magari ad un file pdf da scaricare.

Ricordare, dal punto di vista della formattazione, di mettere dei ritorni a capo ogni 4-5 righe per rendere piu’ leggibile il nostro messaggio, non solo nel formato testuale ma anche nel formato html.

Vediamo ancora alcuni esempi di formattazione errata relativi alla scelta tra formato html e formato testuale.

Un caso errato di formattazione con troppi colori e con fondo scuro e caratteri chiari

Oltre alla presenza di troppi colori, si evidenzia l’utilizzo del colore nero come sfondo per un testo bianco, o comunque piu’ chiaro del nero, e cio’ provoca dei problemi nel caso in cui io voglia cancellarmi, poiche’ il testo scritto in bianco e’ divenuto pressocche’ invisibile.

Un altro esempio di email errata per troppi link e troppe informazioni


In questo caso abbiamo una newsletter che utilizza il formato html ma con una struttura a tabella verticale e tra l’altro con troppi link e troppe informazioni.

Qui l’errore e’ che l’occhio non cade esattamente su di un contenuto o su di un’informazione.

C’e’ un tentativo di sparare un po’ nel mucchio, nel senso di dire “prova a vedere se tra tutte queste cose c’e’ qualcosa che ti interessa”.

L’approccio e’ quello di un a classica pagina web, in cui l’attenzione del navigatore non puo’ focalizzarsi da nessuna parte, anche se, potenzialmente, se questa azienda ha inviato tale newsletter, aveva probabilmente come obiettivo principale magari quello di segnalare questo servizio piuttosto che quello.

Tra l’altro c’e’ un utilizzo di colori e anche di banner all’inizio, che danno proprio la percezione di essere innanzi ad una pagina web pubblicitaria e promozionale piuttosto che ad una newsletter informativa.

Esempio corretto di newsletter nella formattazione in html

Questo messaggio infatti che utilizza pochi colori, una struttura sostanzialmente orizzontale, in cui l’attenzione cade subito sui contenuti.

La formattazione, pur semplice e’ stata fatta con l’html, e cio’ ha consentito di dare un minimo di formattazione in punti chiave del messaggio.

E’ un raro esempio di formattazione corretta in html.

Un altro esempio di utilizzo corretto dell’html


Si tratta di una newsletter che utilizza l’html per poter essere suddivisa in articoli differenti e per potersi accedere velocemente come se fosse una pagina web, pero’ senza quella formattazione pesante che e’ stata esaminata in un caso precedente.

Un altro esempio di newsletter corretta formattata in solo testo

Si tratta di una newsletter in formato testuale, con ritorni a capo corretti, spaziature corrette, e con dei separatori semplici, che danno un minimo di formattazione al messaggio, che permettono di rendere leggibile questo messaggio con qualunque client.

Osserviamo che, nel suo testo originale, la newsletter e’ molto lunga.

Spesso si dice che un messaggio non deve essere troppo lungo; non e’ vero!

Se tale messaggio da’ delle utili informazioni, dei suggerimenti che ritengo interessanti, non per forza devo dire che sia sbagliato farlo lungo.

Leggero’ solo gli articoli che mi interessano se ho poco tempo, ma quando ho trovato l’articolo che mi interessa, e’ importante che quell’articolo sia sufficientemente approfondito da soddisfare le mie esigenze.

Riassumendo: non utilizzare mai nelle email formato html troppi colori, anche come fondo, per il quale e’ d’obbligo la scelta del bianco.

E se proprio dovete utilizzare un colore per il fondo, non utilizzate il nero perche’ il testo bianco e’ quasi invisibile o visibile con molta fatica e potrebbe dare problemi per spam se cio’ rendesse difficile la cancellazione.

Non creare mai messaggi che utilizzano il formato html con una struttura a tabella con troppi link, troppi colori e troppe informazioni.

In un caso del genere si genera solo confusione nel lettore perche’ l’occhio non cade esattamente su di un contenuto o su di un’informazione particolare che lo colpisca veramente.

E’ come un tentativo di sparare un po’ nel mucchio, nel senso di dire “prova a vedere se tra tutte queste cose c’e’ qualcosa che ti interessa”.

L’approccio sarebbe quello di un a classica pagina web, in cui l’attenzione del navigatore non puo’ focalizzarsi da nessuna parte.

Se poi vi e’ un esagerato utilizzo di colori e anche di banner iniziali, si potrebbe avere proprio la percezione di essere innanzi ad una pagina web pubblicitaria e promozionale piuttosto che ad una newsletter informativa.

Percio’ fai in modo che il tuo messaggio utilizzi il fondo bianco, il colore nero per il testo e il blue elettrico per i link sottolineati.

Inoltre deve avere una struttura, in cui l’attenzione cada subito sui contenuti importanti.

A tale scopo la formattazione in html, che si raccomanda semplice, potrebbe evidenziare i punti chiave del tuo messaggio con dei bullet.

Errori nella presentazione personale: il formalismo

Un altro errore spesso diffuso e’ costituito dalla freddezza o dalla formalita’ nell’invio della newsletter.

Ricordare che gli iscritti sono persone che come tali vogliono un minimo di rapporto umano.

Quindi le tradizionali newsletter in stile comunicato stampa di sicuro non avranno mai successo poiche’ hanno l’effetto di creare freddezza e distacco.

Quando vi e’ la possibilita’ di instaurare un minimo di rapporto umano, semplicemente iniziare con due righe, cioe’ “benvenuto Sergio…..”, e magari raccontiamo un qualcosa di simpatico, una storia, iniziamo con una descrizione; almeno all’inizio apriamo con un approccio umano cercando di creare un po’ di calore.

In tal modo possiamo sicuramente aumentare le probabilita’ che il navigatore non solo legga l’email, ma si fidelizzi alla nostra newsletter.

E’ evidente la necessita’ di firmarsi non con il classico “la redazione”, ma in prima persona.

Il fatto di salutare in apertura o in chiusura del messaggio, oppure ogni tanto, anche essere un po’ simpatici, fare una battuta, raccontare una storia, sono tutti piccoli suggerimenti che ci aiutano nel rendere il messaggio piu’ accattivante.

L’ideale sarebbe quindi trattare l’iscritto alla nostra newsletter piu’ che come un lettore-iscritto, come un amico.

Ecco quindi l’importanza di questo tipo di apertura.

Non bisogna ridurre il tutto a dei semplici: titolo, descrizione, link, novita’, arrivederci, la redazione.

Osserviamo ora due esempi errati di newsletter in cui troviamo l’impostazione tradizionale comprendente titolo, descrizione, link, novita’, etc.

Primo esempio errato per troppo formalismo


Secondo esempio errato per formalismo

La cancellazione dalla newsletter

Ecco un esempio classico di cancellazione immediata:

************************************************

==============| Cancellazione |=============

Se non vuoi piu’ ricevere utili risorse in

omaggio, offerte ed informazioni su E-mail

Marketing, Social Media e Blogging, segui il

link sottostante:

{UNSUBSCRIBE_LINK}

Attenzione: la tua cancellazione sara’ immediata

e definitiva!

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L’iscritto deve potersi cancellare quando vuole, e la procedura evidenziata e’ stata prevista allo scopo di rafforzare la sensazione di liberta’ che consegue alla sicurezza di una gestione trasparente dei propri dati e della possibilita’ di non essere costretti a rimanere iscritti in una lista.

La cancellazione dalla newsletter e’ un diritto dell’iscritto, e deve essere una operazione facile da compiere, quindi non complessa.

Spesso le aziende ritengono che la complessita’ della cancellazione possa ridurre il numero degli iscritti che si cancellano.

Non e’ un comportamento lineare e vantaggioso rendere difficile la cancellazione, perche’ cio’ implica solo il fatto di avere molti navigatori iscritti che non leggono i nostri messaggi, li cancellano o li cestinano direttamente, oltre al fatto che il sentirsi di appartenere quasi forzatamente ad una lista non contribuisce certamente a creare un’immagine positiva della newsletter e del sito che la gestisce.

Quindi e’ importante che, quando noi diamo la possibilita’ di iscriversi con un solo click alla newsletter, allo stesso modo dobbiamo permettere all’iscritto la possibilita’ di cancellarsi con uno o al massimo due click.

Ricordati che con Email Marketer oppure con software autoresponder professionale l’iscritto potra’ procedere alla cancellazione con un solo clic del mouse e la cancellazione sara’ immediata e definitiva, a differenza di quasi tutti gli altri software in commercio, specialmente quelli che danno servizi di e-mail marketing ad abbonamento mensile, con i quali un iscritto deve precedere come minimo con due clic per cancellarsi.

Primo caso di cancellazione difficile

Come possiamo notare in fondo alla newsletter vi sono delle istruzioni dettagliate su come ci si possa cancellare dalla newsletter in oggetto: e cio’ costituisce proprio l’antitesi della semplice cancellazione con un clic o al massimo due.

Altro caso di cancellazione difficile

L’iscrizione alla newsletter di Libero comporta il ricevimento di questo messaggio:

Osserviamo che per cancellarsi dalla newsletter@iol.it  basterebbe in teoria cliccare sul link al sito http://newsletter.iol.it.

Ma questo link apre il sito di Libero.it.

Si apre il sito di Libero.it e clicco sul link ”come posso revocare la mia adesione alle newsletter” e leggo che il servizio e’ rescindibile in ogni momento senza alcuna spesa semplicemente deselezionando la newsletter attivata.

Quindi per deselezionare la newsletter bisogna entrare nell’area riservata, inserire la password e deselezionarla: cancellazione complicata e da evitare in modo assoluto.

Un esempio di cancellazione relativamente piu’ facile


Anche in questo caso, ai fini della cancellazione mi viene proposto di entrare in un sito, quello di Newbie.it, e di eseguire la istruzioni per la cancellazione dalla lista, ma la procedura, ivi descritta pur essendo quasi semplice, sembra un po’ contraddittoria.

Infatti per cancellarmi devo prima ricordarmi a quale di queste 3 newsletter mi sono iscritto, dopodiche’ dovrei inserire la mia email, per cui dovro’ ricordarmi con quale email mi sono iscritto, inserirla nel box e scegliere cancellami e poi cliccare sul bottone che si chiama, guarda un po’, iscrivimi!

In realta’ l’ideale sarebbe quello di potersi cancellare con un semplice click.

Un esempio di cancellazione facile

In questo caso, quando uno clicca sulla richiesta di cancellazione, in automatico viene rimandato alla pagina web seguente, in cui si chiarisce che la cancellazione e’ gia’ stata eseguita e vi e’ solo un messaggio di conferma, non viene chiesta nessuna password, nessun indirizzo email e nessuna informazione personale.

In tal modo se rendo facile la cancellazione ho la possibilita’ di avere una lista sempre chiara e pulita, e ovviamente, di avere dei visitatori realmente fidelizzati, senza poi incorrere in problematiche di gestione degli iscritti ed anche di spam o problematiche legali.

L’esempio visto rappresenta un’impostazione professionale: quando l’iscritto clicca sulla richiesta di cancellazione ed in automatico viene rimandato ad una pagina web, in cui si chiarisce che la cancellazione e’ gia’ stata eseguita e vi e’ solo un messaggio di conferma proveniente dal mittente e non viene chiesta nessuna password, nessun indirizzo email e nessuna informazione personale.

Riassumendo, e’ una soluzione eticamente poco professionale condizionare la cancellazione ad una richiesta di conferma ulteriore, rispetto alla gia’ avvenuta richiesta di cancellazione con il primo clic.

Se rendo facile la cancellazione ho la possibilita’ di avere una lista sempre chiara e pulita, e ovviamente, di avere dei visitatori realmente fidelizzati, senza poi incorrere in problematiche di gestione degli iscritti ed anche di spam o problematiche legali.

Ti ricordo infine che e’ una prassi piuttosto sospetta quella di inserire il link di cancellazione dopo parecchio spazio bianco nel corpo del testo e cio’ potrebbe essere considerato dai riceventi anche dai loro server, come un modo per rendere difficile la cancellazione, percio’ ti consiglio di non utilizzare tale espediente.

La richiesta di feedback

Un suggerimento per rimediare ad eventuali inesattezze del nostro messaggio e’ quello di chiedere sempre il feedback dopo che uno si e’ cancellato.

Questo e’ interessante sia perche’ ci permette di correggere gli errori fatti nei messaggi inviati, sia per capire la qualita’ dei nostri messaggi stessi, se vengono apprezzati oppure no.

Il feedback puo’ darci un primo segnale relativo che ci consente di verificare la conversion rate tra navigatori/iscritti e tra iscritti/persone che si cancellano.

Quindi se decidi di utilizzare il feedback hai persino un’informazione in piu’ per capire perche’ un certo numero di iscritti ha deciso di cancellarsi.

Percio’ puo’ darsi che qualcuno risponda positivamente alla richiesta di feedback, descrivendone il motivo ed aiutando l’azienda a correggere errori che, in mancanza di tale risposta, avrebbero continuato a persistere nel tempo, magari comportando ulteriori cancellazioni.

Il feedback va richiesto solo dopo che sia stata data conferma al cancellato della cancellazione, ed il modo migliore per dare tale conferma e’ la pagina di reindirizzamento e conferma della cancellazione!

Per creare la piu’ semplice richiesta di feed back basta impostare una pagina web di reindirizzamento contenente un modulo con la richiesta del motivo della cancellazione come nell’esempio gia' visto in precedenza, che si riporta qui sotto:

Cliccare sul pulsante di invio comporta l’invio di un messaggio email da parte di chi si cancella, che non comporta alcuna nuova iscrizione.

Spesso chi ritiene di poter applicare una simile strategia poi compie uno dei piu’ banali errori, e cioe’ si imposta il processo in questo modo: uno si cancella, e poi gli arriva l’email che gli dice: “ok, sei stato cancellato dalla nostra newsletter e ti chiediamo il feedback”.

In tal caso la probabilita’ che ci risponda dandoci il feedback via email sono molto piu’ basse rispetto al caso in cui gli si chiede il feedback direttamente in fase di cancellazione, tramite pagina web, come nell’esempio appena visto.

Inoltre e’ molto positivo il fatto che chi si e’ cancellato possa scrivere il motivo in forma anonima, onde non vi saranno mai rischi di apparire su internet con nome, cognome, ed email.

Infine per incentivare il navigatore a lasciare il feedback si potrebbe dare in omaggio un libro elettronico.

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Undicesima lezione - Il formato dei messaggi di una newsletter

Il formato dei messaggi di una newsletter e’ sempre stato al centro di un dibattito che attualmente sembra essersi stabilizzato su dei punti abbastanza fermi.

In generale userai il formato che soddisfa gli obiettivi delle tua newsletter e la personalita’ dei lettori.

I due elementi principali di una newsletter sono un design che evidenzi il marchio e il prodotto offerto dal tuo business e il testo, che deve essere di semplice lettura.

Ricorda che nel concetto di marchio devi ricomprendere tutto cio’ che rappresenta la promozione della tua immagine, dal tuo logo aziendale, alla tua immagine personale, fino al prodotto e/o servizio offerto dal tuo business.

Quanto al primo punto, se formatti la newsletter in html, il design del tuo logo grafico e’ essenziale affinche’ i tuoi lettori ti riconoscano.

Nel caso di scelta del formato testuale potrai promuovere il tuo logo soprattutto come marchio, per evidenziare la tua persona, il tuo sito web, oppure il prodotto e/o servizio che offri.

Quanto alla facilita’ di lettura il formato scelto ha lo scopo di rendere facile l’approccio alla tua newsletter, con un testo chiaro e con le giuste dimensioni dei caratteri, con intestazioni ed immagini eventuali che diano chiaramente l’dea di quello che vogliono rappresentare.

Queste impostazioni basilari relative alla formattazione sono essenziali per la tua futura newsletter perche’ ancora oggi essa rappresenta il mezzo piu’ utilizzato ed efficace per far conoscere e ricevere informazioni e novita’ tramite l’iscrizione.

Il tuo mercato utilizza diversi strumenti per visualizzare i tuoi messaggi.

Infatti si passa dalla lettura direttamente on-line tramite account di posta elettronica creati nelle web mail o in Gmail, etc., alla lettura attraverso programmi home based come Outlook, Eudora, etc.

Ma a prescindere dal software utilizzato dal destinatario, il giudizio sulla tua professionalita’ dipende da come formatterai i tuoi messaggi, cioe’ da come ne curerai la visualizzazione, non diversamente da come vengono composte le pagine web. Chi si iscrivera’ alla tua lista potra’ verificare che sei un professionista fin dal primo messaggio inviato, percio’ cerca di farlo nel migliore dei modi.

Ci sono due formati che si possono scegliere, il solo testo e l’html.

Un messaggio in solo testo e’ semplicemente un messaggio inviato composto solo da parole senza alcuna grafica.

Un newsletter in html punta molto sulla grafica e puo’ assomigliare molto ad una pagina web.

Messaggi in html

L’html e’ l’altro tipo di formato per formattare i messaggi, ed essenzialmente e’ come se fosse il codice di una pagina web e si differenzia dal formato testuale per il notevole aspetto estetico.

Non presento un esempio dei messaggi html da me composti perche’ rispecchiano molto l’aspetto estetico dei messaggi in solo testo.

E infatti preferisco non utilizzare elementi grafici per una serie di ragioni:

– in primo luogo perche’ con un software autoresponder professionale invio messaggi in multipart: cioe’ invio messaggi sia in formato html che in solo testo, ma con la caratteristica del tipo di invio, che di default spedisce email in html, ma poi il destinatario ricevera’ automaticamente il messaggio in solo testo se il suo account di posta elettronica non sia in grado di visualizzare i messaggi in html;

– inoltre con la scelta della formattazione in html posso sempre inserire della grafica invisibile di minime dimensioni, per verificare il tracking delle aperture dei messaggi (e questa operazione sara’ svolta automaticamente da un software autoresponder professionale);

– volutamente non inserisco grafica perche’ attualmente essa viene bloccata dagli account di posta elettronica oppure viene data al destinatario l’opzione di default di disattivare la visualizzazione della grafica, onde se la tua call to action sia descritta con frasi inserite nella grafica, il tuo messaggio rischia di non raggiungere l’obiettivo che ti eri prefissato.

In tal caso sara’ visualizzato un messaggio con immagini strane; ma se proprio vuoi che il messaggio raggiunga il suo effetto ti consiglio comunque di inserire la tua call to action all’interno del codice html relativo all’immagine che avrai inserito; se l’immagine viene bloccata il destinatario potra’ comunque visualizzare il contenuto del messaggio che avresti voluto evidenziare nella grafica.

In conclusione con la scelta del formato html puoi dare un impatto molto professionale alla tua newsletter, ma dovrai affrontare il rischio che le immagini vengano bloccate.

Certamente se hai un target composto da professionisti ed aziende ti sconsiglio il formato html con molta grafica.

La scelta piu’ equilibrata, a mio modesto parere e’ sempre quella di dare al messaggio html l’aspetto di un messaggio in formato solo testo: potrai utilizzare il tracking ed al contempo dare l’impressione di uno che arriva al dunque del discorso senza tanti fronzoli, senza utilizzare un impatto grafico da volantino promozionale.

Dicevo del dibattito che era sorto riguardo all’invio di una newsletter basata sul solo testo oppure sull’html.

Molti sistemi di invio di messaggi email ancora adesso utilizzano le newsletter in html in un modo piuttosto errato.

Tuttavia ormai tale dibattito si e’ assopito nel senso che i messaggi in html sono soprattutto composti per i prodotti e/o servizi che vengono venduti ai consumatori finali, poiche’ la gente in genere ama i colori e la grafica.

Se decidi di sviluppare una newsletter in html, potrai utilizzare i modelli forniti dai vari software per formattare ed inviare i messaggi, oppure potresti acquistare un modello professionale di newsletter.

Ricorda di testare il tuo modello di formato in html per verificare come venga consegnato ai destinatari, utilizzando diversi software per email, come Hotmail, Google, Yahoo, MS Outlook, oppure Eudora.

Messaggi in solo testo

Questo tipo di formato e’ molto usato nella composizione dei messaggi di una newsletter diretta ad un mercato B2B.

Non ti consiglio di usare un carattere particolare, tuttavia se utilizzi il carattere Courier New, noterai che ogni carattere, minuscolo e maiusolo, ha la stessa larghezza, anche quella dgli spazi vuoti e potrai dare ai messaggi della tua newsletter un aspetto chiaro ed ordinato, quanto alla leggibilita’.

Ricorda sempre che i caratteri Arial e Verdana sono quelli piu’ facili da leggere nei testi visualizzati a monitor, a differenza dei libri cartacei, che sono piu’ facili da leggere se utilizzi il carattere Times New Roman.

Fai molta attenzione nello scrivere le righe del tuo messaggio, in modo che non superino i 65 caratteri alfanumerici (compresi gli spazi in bianco).

E tieni conto che i software dei destinatari sono predisposti per ricevere e-mail con righe di quella lunghezza.

Diversamente faresti apparire il tuo messaggio con il lato destro frastagliato, e cio’ renderebbe oltremodo difficile la lettura e quindi anche la comprensione del testo medesimo.

Se invece rispetti questo canone di formattazione i tuoi iscritti potranno leggere con facilita’ i messaggi della tua newsletter, sentendosi maggiormente coinvolti sia nella partecipazione e condivisione dei tuoi contenuti, sia anche nelle eventuali risposte e domande che vorranno proporti.

Non preoccuparti della lunghezza dei link, che inserirai nella source box dei tuoi messaggi in formato testo, perche’ gli url mostrati ai tuoi lettori evidenzieranno chiaramente il dominio dei link che proponi, e che potranno poi essere inseriti agevolmente nella barra degli url del loro browser.

Come esempio esplicito della formattazione di un messaggio in solo testo ti mostrero’ questo esempio:

Ciao {FIRST_NAME}!

Sono Sergio Traversa e voglio darti il mio

personale benvenuto in questa prima lezione

del Corso Base sul Follow-up Marketing On Line,

ove parleremo della potenza dei follow-up di

messaggi o messaggi successivi e del tuo piano

di marketing on-line!

Hai fatto una buona scelta, complimenti!

Grazie per la fiducia che mi hai dato, per

esserti iscritto e per aver voluto verificare

il funzionamento di un software autoresponder professionale,

come in un test, eseguito dal punto di vista di

un destinatario.

Prima di tutto voglio rispondere a due

importantissime domande che spesso mi vengono

proposte:

1) Sergio, che cos’ha il tuo corso di diverso

rispetto ai corsi che trovo su internet?

2) Perche’ dovrei scaricare il tuo corso?

Questo corso e’ l’unico che troverai nel suo

genere per almeno 3 validi motivi:

1. E’ un corso che ti spiega step by step come

fare per impostare le strategie del follow-up

marketing, ed inoltre ti introduce le

caratteristiche del software un software autoresponder professionale che

sono basilari per applicare tali tecniche.

Come avrai notato, mi occupo di marketing

e ti sto insegnando delle strategie che io stesso

utilizzo da piu’ di 6 anni, e con le quali ho

aumentato del 297% traffico e clienti sul mio

blog!

E potrai verificare che nessuno dei miei

concorrenti e’ disposto a dare gratuitamente

tutte queste informazioni.

2. Questo corso non e’ il solito banale pdf, ma

un corso completamente scaricabile e che sara’

per sempre tuo.

Ti inviero’ sempre gratuitamente tutti gli

eventuali aggiornamenti.

Per visualizzarlo non devi essere sempre

su internet ed inoltre puoi utilizzare il tuo

iPad per esaminarlo completamente.

3. Ti garantisco che non esiste nessun altro

corso simile a quello che ti sto dando in

omaggio e che sia paragonabile per completezza.

Se desideri veramente ottenere dei risultati

concreti dalla conoscenza del web marketing,

questa e’ davvero la piu’ ghiotta occasione

che stavi aspettando.

Sappi che in questo corso sei in procinto di

apprendere tutto quello che dovrai conoscere

per utilizzare il software autoresponder

un software autoresponder professionale per acquisire nuova

clientela, attraverso le tecniche del follow-up marketing.

Sono molto felice di poterti insegnare

le basi del web marketing!

Per me, infatti, utilizzare questi strumenti,

che anche io ho conosciuto in anni di studio

significa crescere anche come persona, quindi,

insegnarti vuol dire darti la possibilita’ di

crescere.

E potrai farlo con un software autoresponder professionale!

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Ecco la tua prima lezione del corso

************************************************

Scarica adesso la tua prima lezione seguendo

il link sottostante:

http://www.sergiotraversa.com/c52ftDBT53IE8701/prima-lezione.zip

In questa lezione scoprirai subito:

• perche’ un sito web non e’ sufficiente per

vendere con successo on-line;

• perche’ e’ necessario avere un autoresponder;

• perche’ devi contattare i tuoi iscritti piu’

volte con il follow-up marketing;

• come affrontare le strategie di base per avere

 un buon traffico di visite ed ottenere piu’

iscritti alla tua lista;

• come pianificare le linee principali del tuo

marketing on-line.

Non e’ la solita lezione lunga e barbosa ed in

poche pagine potrai dire di aver appreso tutto

quello che c’e’ da sapere in generale sul

marketing on-line      

Grazie a questa lezione capirai i principi

fondamentali del web marketing.

Se seguirai tutte le lezioni apprenderai come

applicare le strategie del Follow-up Marketing

con il software un software autoresponder professionale per

incrementare il tuo business, e quindi il

preciso processo, con il quale gli operatori

piu’ famosi del marketing on-line hanno ottenuto

successo e come potrai anche tu ottenere gli

stessi risultati.

Ecco di nuovo il link per la tua prima lezione:

http://www.sergiotraversa.com/c52ftDBT53IE8701/prima-lezione.zip

Prima di lasciarti voglio farti conoscere bene

quello che riceverai da me nei prossimi giorni:

dal momento della tua iscrizione riceverai in…

………….riceverai la prossima seconda lezione

dove apprenderai che per ottenere piu’ vendite

on-line e’ necessario creare un contatto piu’

intimo con i visitatori e ti descrivero’ come

farlo.

Alla prossima seconda lezione!

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Scarica dai seguenti link i tuoi bonus, consistenti in utili

risorse gratuite per implementare il tuo webmarketing:

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Oltre al presente corso, ogni tanto riceverai dei messaggi

con contenuti interessanti ed utili risorse in omaggio.

Se vuoi chiarire degli argomenti o rivolgermi delle ulteriori

domande relative al corso base puoi scrivere al seguente

indirizzo email:

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Ti ringrazio ancora per la tua fiducia!

Cordiali saluti e…a presto!

Sergio Traversa

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Ip, pagina di provenienza, etc.) di chi ti ha iscritto senza

il tuo consenso e ti comunichero’ il mio resoconto con i

dati di chi ti ha inviato il messaggio non autorizzato.

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segui il link sottostante:

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Se devi cambiare l’indirizzo e-mail con cui ti

sei iscritto puoi comunicarlo all’indirizzo

iscrizioni@sergiotraversa.com?subject=cambio di indirizzo.

Procederemo immediatamente all’aggiornamento del

database con i tuoi dati e ti daremo eventuali

indicazioni su come procedere autonomamente per

una successiva modifica del tuo indirizzo.

Potrai controllare sempre l’avvenuto cambio di

indirizzo seguendo il link sottostante:

{SUPPORT_WEBSITE}

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==============| Cancellazione |=============

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informazioni su E-mail Marketing, Social Media e Blogging,

segui il link sottostante:

{UNSUBSCRIBE_LINK}

Attenzione: la tua cancellazione sara’ immediata e definitiva!

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{AFFILIATE_LINK_TEXT}

In questo esempio non fare caso alla lunghezza delle righe che e’ di molto inferiore ai 65 caratteri alfanumerici: in questo caso ho utilizzato la lunghezza delle righe virtualmente suggerita dal software autoresponder un software autoresponder professionale.

Percio’ se devi creare un messaggio in formato testuale, cerca di impostarlo con ritorni a capo corretti, spaziature corrette, con dei separatori semplici che diano un minimo di formattazione al messaggio, che permettano di rendere leggibile questo messaggio con qualunque client di posta elettronica.

Se decidi di inviare la tua newsletter utilizzando il formato in solo testo, ci sono molti modi che puoi utilizzare per fare in modo che essi siano leggibili e gradevoli per la vista.

Alcuni di questi trucchi li ho appresi ricevendo i messaggi delle newsletter alle quali mi ero iscritto.

Ho percio’ preso i migliori che ho trovato e li ho riutilizzati per formattare i messaggi del mio corso in follow-up email.

Ecco una lista di 10 regole che ho applicato nel formattare i messaggi email in solo testo.

1 – interrompi le righe del tuo messaggio dopo 65 caratteri alfanumerici, compresi gli spazi vuoti.

Per compiere tale operazione con un solo clic del mouse utilizza questo software, che io uso ormai da piu’ di 10 anni, UltraEdit.

Formattando le righe in questo modo i destinatari potranno visualizzare le righe dei tuoi messaggi in modo corretto, altrimenti visualizzeranno una riga piuttosto lung e cio’ rendera’ oltremodo difficile la lettura dei tuoi messaggi in solo testo.

2 – Utilizza un carattere in grassetto per evidenziare titoli e sottotitolui, in modo da agevolare il lettore nella ricerca dell’argomento principale del messaggio.

3 – Lascia liberi due o tre spazi in termini di cratteri alfanumerici vuoti sul margine sinistro perche’ cio’ da’ un’impronta professionale.

4 – Utilizza una intestazione attraente.

Esistono molti modi per costruire intestazioni molto di impatto utilizzano i caratteri per i messaggi in solo testo.

L’intestazione dovrebbe anche fornire alcune informazioni relative alla newsletter, come numeo del messaggio, data, il tuo nome e l’url del tuo sito web, etc.

5 – Lascia una riga vuota tra i paragrafi, in modo da lasciar respirare il lettore, rendere la lettura piu’ agevole e di dargli modo di focalizzare piu’ rapidamente i caposaldi del messaggio che gli interessano di piu’.

6 – Non utilizzare mai piu’ di 5 o 6 righe scritte per paragrafo: percio’ questo punto si ricollega al precedente nel senso che dopo il blocco di righe scritte e’ meglio lasciare una riga vuota.

7 – Non creare i messaggi della tua newsletter con Microsoft Word, e poi non fare copia ed incolla del testo così creato, nel tuo editore di testi per la formattazione in solo testo.

Infatti potresti inserire del codice, che sara’ visualizzato nei browser dei tuoi lettori e non nel tuo.

8 – Utilizza liste contrassegnate da bullet point.

Le liste formattate in tal modo sono semplici da leggere e piu’ facili da comprendere.

Utilizza frecce, stelle, numeri, trattini, pallini, etc., nell’iniziare le righe del tuo elenco.

9 – Utilizza informazioni finali per caratterizzare i tuoi messaggi verso il pie’ di pagina, come le informazioni di contatto, il link di cancellazione, etc.

10 – Utilizza un indice se dovessi avere molte e distinte sezioni del messaggio.

La linea editoriale

In questo modo i tuoi lettori saranmno agevolati nel conoscere i contenuti del messaggio e si recheranno nel punto che interessa loro di piu’ invece di far scorrere inutilmente tutti i paragrafi.

Gli obiettivi della creazione di una newsletter possono essere molti ma devono essere ben chiari e definiti.

Potrei creare una newsletter per hobby, perche’ mi piace, per volontariato, potrei crearla per dare assistenza e supporto ai miei clienti o potenziali clienti, per fidelizzare o promuovere i miei prodotti e servizi, per vendere degli spazi pubblicitari, o per altro ancora.

Importante e’ che ci sia coerenza, la massima coerenza, tra gli obiettivi ed i contenuti.

Ad esempio se avessi deciso di creare una newsletter, per dare assistenza e supporto ai miei clienti e per dare informazioni ed aggiornamenti sui nuovi prodotti e dovessi raggiungere anche 3000 iscritti, e’ meglio non comunicare loro che un bel giorno iniziero’ a fare pubblicita’ e vendita di spazi pubblicitari anche nella mia newsletter.

Questo progetto e’ incoerente con l’impostazione originaria della newsletter!

Se hai scelto una precisa linea editoriale e l’hai mantenuta per un certo periodo di tempo, i navigatori che si sono iscritti si aspettano da te un certo tipo di comunicazione.

Se inizi a promuovere prodotti e servizi altrui, a mettere spazi pubblicitari, quindi a trasformare in un certo senso la finalita’ della tua newsletter, certamente i tuoi iscritti potranno sentirsi a disagio nel leggere i messaggi.

Ricorda che e’ molto importante mantenere intatta la propria linea editoriale iniziale, grazie alla quale hai conquistato i tuoi primi iscritti.

Certo, non escludo a priori che, se una azienda raggiunge un numero elevato di iscritti, non possa fare pubblicita’ sulla sua newsletter; ma se decide di farlo incorre nel rischio di perdere molti iscritti.

La soluzione migliore puo’ forse essere quella di creare una jointventure con qualche altro web marketer del tuo settore o di un settore affine.

In tal modo la tua strategia avrebbe uno scopo piu’ soft e meno invasivo, cioe’  invece di dire che farai pubblicita’ nella tua newsletter, piuttosto segnalerai prodotti o altrui o di terze parti, in cambio di una segnalazione sulla loro newsletter dei tuoi prodotti.

Percio’ quando si crea un’attivita’ di jointventure su newsletter, la soluzione piu’ efficace ed anche profittevole e’ quella di fare uno scambio di redazionali piu’ che di pubblicita’.

Quindi pubblicare nel tuo messaggio una call to action per l’acquisto di un prodotto altrui, con banner ed immagini invasive, se utilizzi l’html, e’ molto meno efficace del mettere un piccolo contenuto editoriale, in cui tu inserisci in maniera molto soft, come se suggerissi un consiglio nell’orecchio di un amico, i prodotti di quella determinata azienda, considerando, ovviamente che sia coerente o correlato con i contenuti e le informazioni della tua newsletter.

Il lettore percepira’ questo tuo suggerimento come un’informazione utile, piu’ che come una pubblicita’ od una promozione invadente.

Questo solo per dire che, scelta una linea editoriale, scelto un preciso obiettivo, e’ importante mantenere la coerenza nel tempo, altrimenti i nostri lettori potranno sentirsi traditi.

19 settembre 2021

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Decima lezione - Durata e frequenza di invio dei messaggi di una newsletter

Quanto alla durata e la frequenza di una newsletter si ripropongono i medesimi problemi esaminati in sede di follow-up automatico di direct marketing.

Bisogna pero’ distinguere tra la durata di una newsletter e la durata di una campagna promozionale relativa ad uno specifico prodotto.

Ovviamente una newsletter generalmente intesa puo’ avere una durata pressocche’ senza limiti, mentre la durata di una campagna promozionale di un prodotto puo’ durare a seconda di quanto tu ritenga di dover offrire gratuitamente un prodotto per educare il tuo target con le tue proposte.

Per quanto concerne la durata di una campagna promozionale organizzata con l’utilizzo di follow-up automatici, ho gia’ esaminato che essa puo’ essere infinita, se hai una pluralita’ di prodotti da vendere, in quanto ad ogni vendita conclusa potrai far aprire sia messaggi che pagine web con nuovi prodotti di back-end da vendere, attivando sempre nuovi autoresponder, attraverso un sistema che abbiamo definito a cascata.

La stessa cosa, anche se in un modo molto piu’ soft, potra’ essere organizzato anche con una newsletter.

Fin qui non vi sono molti problemi.

Cio’ che invece puo’ apparire molto problematico attiene alla frequenza di invio dei messaggi, cioe’ all’intervallo di giorni tra un messaggio e l’altro.

In linea di massima si posso avere diversi tipi di frequenza, come quella giornaliera, quella settimanale e quella mensile.

E’ molto importante decidere quanti saranno i messaggi della tua newsletter, che invierai nell’unita’ di tempo considerata.

In generale e’ buona norma fare l’invio di una newsletter solo quando ce ne sia veramente bisogno: spesso si ha l’abitudine di dire che la newsletter e’ settimanale e poi ci si ente obbligati a scrivere ogni settimana al venerdì.

Questo puo’ anche andar bene e quindi, se abbiamo fissato l’invio al venerdì ed abbiamo qualcosa di veramente utile ed interessante da dire, facciamo pure l’invio.

Ma se per forza dobbiamo fare l’invio al venerdì e non abbiamo ancora preparato dei contenuti interessanti o non abbiamo ancora delle informazioni motivanti per il nostro iscritto, allora e’ meglio lasciar perdere.

E’ meglio piuttosto saltare l’invio del venerdì e spostarlo ad un altro giorno; il navigatore di sicuro non ci rimarra’ male o comunque saranno pochissimi quelli che si aspettavano l’invio e che si accorgono di non averlo ricevuto.

Se sposti l’invio non accade nulla di grave e di sicuro, sara’ difficilissimo che qualcuno si cancelli solo per questo motivo.

Invece, se facciamo un invio con informazioni di bassa qualita’ o poco accattivanti o poco motivanti, il rischio che il 90% dei navigatori si accorga di cio’ e si cancelli dalla nostra lista e’ molto reale.

Tuttavia, se riuscirai ad ottenere i tuoi contenuti nei tempi che varai pianificato e stabilito, potrai ben considerare la frequenza per te ottimale in questo elenco di 6 possibilita’:

1 – Frequenza giornaliera

La frequenza giornaliera richiede contenuti molto importanti, a meno che i messaggi non siano relativamente piu’ brevi.

Di solito le newsletter giornaliere consistono di brevi ma interessanti trucchi, commenti su prodotti, aggiornamenti e novita’.

Se la tua newsletter ha contenuti che non sono soggetti alll’evoluzione tecnologica, nel senso che rimangono sempre attuali, forse e’ meglio inserirli in un autoresponder, in modo da inviarli automaticamente.

E comunque, a prescindere dalla frequenza, e’ chiaro che una newsletter deve contenere necessariamente novita’ che si susseguono nell’incessante progresso della ricerca scientifica e della tecnologia.

2 – Settimanale

La maggior parte delle newsletter hanno una frequenza settimanale.

Molti pubblicisti ti diranno che il martedì, il mercoledì o anche il giovedì siano i giorni migliori per inviare la tua newsletter.

Infatti il lunedì i destinatari saranno alle prese con la cancellazione dello spam pervenuto il giorno precedente, se non sarai impegnato con gli affari urgenti aziendali, ed il venerdì avranno voglia di svagarsi oppure di apprendere le lezioni di golf.

Un’altra opinione ritiene che che sia meglio inviare una newsletter esattamente sette giorni dopo l’iscrizione.

Tale teoria si basa sul fatto, secondo il quale il giorno di iscrizione e’ il giorno in cui l’iscritto e’ normalmente on line.

Questa strategia e’ particolarmente efficace utilizzando un autoresponder, perche’ con un software del genere potrai scegliere esattamente quanti giorni far passare dal momento dell’iscrizione.

3 – Ogni due settimane

L’invio della newsletter ogni due settimane dovrebbe essere la scelta piu’ comoda per chi la gestisce e la meno invasiva per il destinatario.

C’e’ anche chi afferma sia ancora meglio inviarla ogni 21 giorni, per non disturabare troppo i destinatari, ma al contempo non si e’ ancora superato il limite oltre il quale si rischia di essere dimenticati dai destinatari.

4 – Mensile

Una volta al mese e’ praticamente oltre al limite per il qualesi puo’ essere facilmente dimenticati.

Tuttavia potrebbe rappresentare un periodo di tempo conveniente perche’ da’ la possibilita’ di aderire fino alla scadenza del mese, e questo puo’ darti la possibilita’ di avere degli iscritti che siano realmente fedeli lettori dei tuoi messaggi, e che siano quindi realmente interessati ai tuoi contenuti, per avere atteso un mese prima di ricevere ancora i messaggi della tua newsletter.

5 – Quattro volte all’anno o ogni tre mesi

Inviare una newsletter ogni 3 mesi e’ semplicemente una pura perdita di tempo, poiche’ arriveresti ad annullare tutti i benefici che potresti ottenere da una newsletter.

I destinatari, pur se iscritti, si dimenticheranno di te, elimineranno i tuoi messaggi quando siano appena giunti nelle loro caselle di posta elettronica, e si cancelleranno dalla tua lista senza esitare, salvo poi il caso in cui ti denuncino per spam.

6 – Invio quando possibile

L’invio di una newsletter quando si sia nella possibilita’ di farlo in date non prefissate, non rappresenta una scelta ottimale.

Se vuoi avere una newsletter veramente efficace, che sia letta da fedeli destinatari e che contribuisca a diffondere il tuo brand come un virus inarrestabile, devi impostare delle date ben precise di invio.

Quando le persone sono abituate a ricevere la tua newsletter in un certo giorno, i destinatari saranno molto piu’ ben disposti ad aprirne i messaggi ed a leggerli.

Queste teorie sono normalmente applicate in generale.

Ma vediamo adesso quali siano le opinioni piu’ diffuse in merito alla frequenza di invio di una newsletter.

Vi sono opinioni completamente opposte che pero’ sono suffragate dall’esperienza personale.

Ed in linea di principio non puo’ esistere una regola definitiva.

Innanzitutto c’e’ chi afferma che una newsletter possa avere cadenza giornaliera.

C’e’ invece chi sostiene che per non annoiare il destinatario, che potrebbe benissimo cancellarsi, bisognerebbe limitare il numero dei messaggi settimanali al massimo a due, oppure ad un messaggio ogni tre giorni.

Nel suffragare tale tesi si sostiene che per permettersi di poter superare tale soglia sia necessario creare una lista specifica di prospect piuttosto affezionati ai propri servizi, anche se non ancora clienti.

Vedremo fra poco chi sostiene la cadenza giornaliera.

D’altro canto vi e’ anche un’opinione che non fa leva sulla frequenza in se’, ma piuttosto su come ti sei presentato su quello che hai promesso, su come hai abituato i tuoi iscritti.

Ed infatti secondo tale opinione, da un lato, all’aumento della frequenza dovresti incrementare le tue vendite e quindi il tuo fatturato, e questo viene affermato anche dalla prossima opinione che esaminero’ a breve.

Quindi non dovrai assolutamente preoccuparti se ci saranno anche delle cancellazioni perche’ cio’ e’ fisiologico e normale.

Se avrai scelto l’impostazione della frequenza giornaliera, in ogni caso, i destinatari si abitueranno a tale frequenza, ma di sicuro per le tue newsletter oppure per i tuoi corsi inviati con follow-up automatici dovrai avere degli ottimi contenuti.

Una volta scelta quell’impostazione, se poi deciderai di diminuire la frequenza a due messaggi settimanali o ad un messaggio ogni tre giorni, non vi sara’ assolutamente un problema di cancellazioni.

Anzi il miglior consiglio che si possa dare sarebbe quello di inviare all’inizio una serie di messaggi con cadenza piuttosto frequente, per poi tendere a diminuire la frequenza nel tempo fino ad arrivare anche ad un messaggio alla settima o a due settimane.

Se invece, dopo aver inviato la tua newsletter giornaliera o il tuo follow-up automatico, e poi non ti fai piu’ sentire per un po’ di settimane e poi di colpo riappari, anche dopo solo due settimane, di sicuro non farai altro che incrementare il numero delle cancellazioni.

Allo stesso modo se prometti di inviare due messaggi alla settimana oppure un messaggio dopo tre giorni, e poi incrementi il numero dei messaggi settimanali fino ad aumentare la loro frequenza, certamente vedrai aumentare le cancellazioni.

Quindi la migliore opinione, come ho gia’ detto, e’ che all’inizio, subito dopo l’iscrizione, potrai anche avere una frequenza giornaliera.

In seguito potrai anche ridurre la frequenza e questo potra’ darti anche il vantaggio di fare meno sforzi, come quelli iniziali, nella ricerca dei contenuti e potrai avere anche una lista di iscritti maggiormente fidelizzati.

Infatti li avrai messi in stato d’ansia nell’attesa dei tuoi validi contenuti, e cioe’, riducendo la frequenza ti sarai fatto desiderare e questa e’ una strategia psicologica che funziona, ma solo se offri contenuti all’altezza delle aspettative.

Percio’ potrei anche dare una regola generale per la quale se offri dei contenuti piu’ che validi, potrai inviare una newsletter (o follow-up automatici) giornaliera, ma se invece cambi di colpo le tue impostazioni, con le quali ti sei presentato, vedrai incrementare sensibilmente le cancellazioni dalla tua lista.

Se invece prometti una maggiore frequenza e poi gradualmente la diminuisci, non rischierai molte cancellazioni.

Secondo un’altra opinione e’ preferibile inviare in ogni caso, sia per newsletter che per follow-up automatici, dei messaggi con una frequenza settimanale, attraverso un sistema automatico attivato da un autoresponder.

In tal modo puoi inviare automaticamente sia email informative che proposte commerciali di direkt marketing.

Questa opinione fa leva sul fatto che per inviare dei contenuti aggiornati secondo le novita’ di settore, con riferimento alla newsletter, non si debba per forza inviare dei messaggi via broadcasting, ma lo si puo’ fare anche con un sistema automatico, perche’ cio’ non interferisce minimamente con i messaggi in corso automatico di invio.

Cioe’ il tutto diventa come un work in progress.

Inoltre un sistema automatico, creato con un software autoresponder professionale, ti consente di attivare dei trigger che ti aiutino a segmentare ulteriormente il tuo target in sottosegmenti, in base al comportamento dell’iscritto o del cliente.

In tal modo invierai i messaggi solo a chi sia veramente interessato, in modo che chi li apre ricevera’ da te altri messaggi successivi.

Inoltre non intaserai la casella di posta elettronica dei tuoi destinatari, gia’ peraltro invasa da messaggi di tutti i generi.

Quindi se invierai poche email avrai risultati piu’ che soddisfacenti, ma non andare mai oltre le due settimane, altrimenti rischi di essere dimenticato.

Diciamo che con questa opinione si puo’ essere d’accordo nel complesso, salvo poi ricordare che anche con un follow-up di broadcast e’ possibile inviare dei messaggi che chiedano specificamente riguardo agli interessi dei destinatari, come in una specie di sondaggio, che poi possa essere utilizzato per fare dei sottosegmenti di target, onde il risultato ottenibile e’ analogo.

Un’altra opinione autorevole ritiene che sia meglio utilizzare una normale newsletter.

Questo perche’ una newsletter ti permette di alternare l’invio di proposte commerciali alternate all’invio di messaggi con solo contenuti informativi tipici di una newsletter, oppure di utilizzare contemporaneamente gli stessi tipi di contenuti nei messaggi della newsletter.

Cio’ significa che potrai utilizzare la classica strategia che si basa sull’offerta di informazioni gratuite per educare e spingere il tuo target a compiere degli acquisti ad essi collegati, ed in seguito potrai riprendere le tue strategie psicologiche, orientate al gratuito, per poi completare il processo con l’ottenimento di acquisti di tuoi nuovi prodotti.

Tutto questo potrai farlo con un software autoresponder professionale, grazie alle sue funzioni di broadcasting.

Secondo quest’ultima opinione l’aumento della frequenza, che puo’ essere anche giornaliera, consente di incrementare vendite e fatturato, oltre a far ricevere un maggior traffico di visite, e cio’ consente anche un maggior volume di entrate grazie al miglior posizionamento sui motori di ricerca.

Inoltre tale strategia avrebbe efficacia a prescindere se si tratti di alta frequenza di messaggi per brevi o lunghi spazi temporali.

Questa strategia vale soprattutto se hai una lista di prodotti, come software, e soprattutto di prodotti altrui, per la vendita dei quali ti sarai affiliato.

Se invece ti occupi di info-marketing oppure procedi a lanci di prodotti, soprattutto innovativi, ma la cui curva di marketing sia piuttosto breve, e’ chiaro che potrai ricavare delle rendite quasi immediatamente, ma con un numero di messaggi molto ridotto, ed una frequenza minima di un messaggio alla settimana.

In tal caso utilizzerai le formule magiche dello sconto se ti attivi entro il ….., oppure della scadenza dell’offerta oltre un certo numero di copie vendute (con il presupposto del tempo necessario per dare un minimo di assistenza efficace), ovvero dirai di affrettarti perche’ l’offerta vale fino ad una specifica data, oltre la quale il prodotto sara’ ritirato dal mercato definitivamente.

Un’altra eccezione alla regola dell’invio di una newsletter sarebbe quello di inviare un follow-up automatico, anche giornaliero, ma devi avere una lista di iscritti di una certa dimensione, ed in tal caso le percentuali di cancellazione sarebbero trascurabili.

Se invece le tue liste fossero relativamente piu’ modeste, il ricorso alla newsletter e’ piu’ consono alla strategia generale della ricerca di affermazione del proprio brand, all’offerta di informazioni nuove e gratuite, alternate alla vendita di prodotti collegati a tali informazioni.

Naturalmente, ove l’invio di una newsletter giornaliera possa avere dei risultati concreti, cionondimeno non si esclude che possa arrecare noia e probabilmente un numero consistente di cancellazioni.

A quest’ultimo problema si potrebbe ovviare solamente con l’invio di contenuti attraenti ed interessanti, anche se e’ abbastanza chiaro che una frequenza giornaliera puo’ dare adito al dubbio che talvolta i contenuti non siano all’altezza.

Tuttavia, quando il brand di un operatore sia molto affermato, puo’ accadere che i destinatari di contenuti molto frequenti ed a volte anche molto poco interessanti, chiudano un occhio perche’ ormai sono assuefatti all’immagine che il mittente si sia creato.

Certo e’ che il panorama delle newsletter, nel giro di una quindicina d’anni, e’ mutato radicalmente.

Una volta era molto difficile capire il discrimine tra una newsletter professionale e di qualita’ ed una newsletter insignificante.

Ed infatti il mercato era piuttosto curioso ed inesperto.

Si tendeva ad iscriversi a tutte le newsletter relative ad un determinato argomento, attirati dalla novita’ della newsletter medesima.

Poi con il tempo si e’ capito che per creare una newsletter ordinaria, non sia nemmeno necessario avere molta esperienza, perche’ il web e’ pieno di contenuti, a cui chiunque puo’ attingere per creare una newsletter.

Tuttavia ultimamente, considerati i livelli di specializzazione richiesti dal mercato, sempre piu’ segmentato, solo chi sia veramente esperto e competente in una particolare materia avra’ guadagnato una certa autorita’, presso il suo mercato, rispetto a chi sia un semplice compilatore.

Ma, a parte quest’ultimo rilievo, e’ chiaro che chi si iscrive ad una newsletter, non sempre sia in grado di giudicare il livello di competenza del suo titolare.

Ed allora l’unico sistema per poter affrontare la scelta di una newsletter e’ basato sull’analisi del titolo della newsletter e dell’oggetto dei suoi messaggi.

Quindi ci si iscrivera’ alla newsletter, si fara’ un esame superficiale del titolo e dell’oggetto e solo in seguito si apriranno i suoi messaggi, che saranno letti in modo attento, solo nel caso in cui siano convincenti ed abbiano contenuti coerenti con il tema principale della newsletter e che siano focalizzati con immediatezza con riguardo ai contenuti stessi, i quali siano interessanti, d’impatto e realmente informativi.

Percio’ tale analisi superficiale poggia esclusivamente sull’interesse che possa essere suscitato da titoli, argomenti ed oggetto dei messaggi.

In tal modo interpellerai direttamente il tuo target ed escluderai altrettanto chiaramente quelli che non siano interessati direttamente ai tuoi contenuti.

Pertanto ricordati che titoli della newsletter ed oggetto dei suoi messaggi rappresentano un punto fondamentale del successo della tua newsletter e dovrai sceglierli con molta accuratezza.

C’e’ da dire che molto dipende anche dal tipo di mercato di riferimento.

In un’ottica del tipo B2C, e’ chiaro che la frequenza di un’email al giorno non rappresenta un grosso rischio in termini di cancellazioni, mentre lo puo’ essere in un ambito del tipo B2B, ove i tempi ristretti di un imprenditore non consentono una disamina così particolareggiata della propria casella di posta elettronica.

Certamente la pianificazione dell’invio di messaggi tramite newsletter o follow-up automatici dovra’ essere pianificato con molta cura, nel caso in cui si operi in un mercato B2B.

In conclusione bisogna sempre tener presente che da un lato non esiste una regola fissa e dall’altro che un messaggio al giorno puo’ dare fastidio, ma che d’altro canto, piu’ messaggi invierai ad alta frequenza e piu’ riuscirai ad incrementare le vendite dei tuoi prodotti e/o servizi.

Attualmente sto applicando una strategia che si basa sul follow-up automatico di direct marketing piuttosto che su di una newsletter, dato che il settore in cui opero non e’ soggetto a rapidi cambiamenti dello stato dell’arte, ma si basa sul classico concetto di evergreen assets.

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Nona lezione - Cosa fare affinche’ una newsletter sia letta

Non ha senso avere tanti iscritti che poi non leggano la tua newsletter, quindi non ha molto senso inviarla anche a migliaia di iscritti, se poi i suoi messaggi vengono aperti per la lettura da poche persone (non stupirti perche’ questo accade molto piu’ spesso di quanto tu possa immaginare).

Una newsletter di successo infatti e’ una rivista elettronica, i cui messaggi i destinatari aprono e leggono non appena siano giunti nella loro casella di posta elettronica.

Ecco 5 fattori che rendono interessante e di successo una newsletter.

1 – Interattivita’

Alla gente piace essere coinvolta nelle situazioni.

Piace considerarsi dei membri qualificati di un gruppo.

Le newsletter interattive, per la loro stessa natura, rendono i lettori coinvolti e creano un senso di appartenenza.

L’inserimento di sondaggi di opinione, la richiesta di risposte alle tue domande, o alle domande di altri utenti, l’ottenimento di opinioni riguardanti prodotti, software, siti web, etc., rappresentano semplici strategie per fare in modo che i tuoi iscritti interagiscano con te e tra di loro.

2 – Personalita’

Le persone sono attratte da vere personalita’.

L’inserimento della tua personalita’ nella tua newsletter la rende interessante.

La tua personalita’ deve emergere con tanta enfasi dalle tue opinioni e commenti.

Oltre allo stile della tua scrittura dovrai far emergere la tua personalita’ attraverso non solo le tue opinioni, ma anche tramite le tue esperienze, la tua storia piu’ attraente, che inserirai nella newsletter.

Non cambiare mai per timore di non piacere a qualcuno.

Potrai piacere o anche essere odiato dalle persone, in parte, ma in ogni caso essi, molto probabilmente, leggeranno la tua newsletter.

3 – Utilita’ della tua newsletter

Le newsletter che non danno utili informazioni non saranno mai lette, oppure lo saranno per poco, perche’ poi l’iscritto annoiato si cancellera’ dalla lista.

Percio’ inserisci nella tua newsletter dei contenuti che le persone possano utilizzare per migliorare la loro vita, il loro lavoro, i loro affari, le loro relazioni interpersonali, etc.

Se stai promuovendo te stesso o il tuo business, prova a suggerire le tue migliori strategie che ti abbiano aiutato a migliorare.

Non cambiare modo di fare.

Ad esempio, mi chiedono spesso perche’ io dia gratuitamente delle informazioni così approfondite e complete.

Ma la risposta e’ semplice, e cioe’ la stragrande maggioranza degli utenti non utilizzera’ mai i miei suggerimenti perche’ e’ composta da persone troppo pigre o troppo impegnate (piu’ facile quest’ultima ragione).

In ogni caso dare le migliori informazioni ai tuoi iscritti comportera’ la creazione della tua credibilita’ ed il rispetto per te come un vero esperto ed essi ti interpelleranno quando avranno bisogno del tuo aiuto, piuttosto che arrangiarsi da soli.

4 – Attrazione

Fai attenzione, perche’ nessuno vorra’ mai leggere la tua newsletter se e’ costituita da lunghi paragrafi uniti tutti assieme.

Le newsletter che sono facili da leggere sono quelle che attraggono piu’ lettori.

Riprendero’ questo argomento nei dettagli un po’ piu’ avanti, ma ne ho gia’ discusso nella lezione relativa alla formattazione dei messaggi email del follow-up commerciale.

Riprendere l’argomento in questa sede della newsletter e’ utile per non stare a ritornare indietro per rileggere.

5 – Rilevanza

La tua newsletter deve essere rilevante per il mercato che avrai targettizzato.

Ovvio che se ti occupi di vendere servizi di marketing, crtamente non scriverai nella tua newslettere riguardo a risorse umane o di logistica.

Scriverai solo con riguardo ad argomenti che hanno a che fare con il marketing.

Se tu crei una newsletter rilevante per un determinato argomento, le persone che non sono interessate si cancelleranno.

E questo non e’ un problema perche’ e’ meglio avre un centinaio di iscritti fedeli lettori, piuttosto che un migliaio di iscritti non interessati ai tuoi contenuti.

Ed infatti essi non diventeranno mai tuoi clienti.

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Ottava lezione - Ecco 10 idee su cosa fare dei tuoi articoli una volta che li hai creati

Una volta che avrai composto un articolo, prima di inserirlo nella tua newsletter, avrai creato un qualcosa che potrai utilizzare in molti modi, dei quali il tuo business potra’ sicuramente beneficiare.

Non sottostimare mai i benefici che il tuo articolo puo’ portare al tuo business.

I tuoi articoli meritano di essere letti.

Ecco alcune idee per utilizzare gli articoli, prima di inserirli nella tua newsletter, in modo che possano funzionare come un virus che si trasmetta da utente in utente.

1 – Crea un resource box da inserire alla fine di ogni articolo, con il tuo nome, il tuo messaggio di marketing, e le tue informazioni di contatto.

Poi invia il tuo articolo alle directories realtive agli articoli per newsletter, ovviamente quelle italiane.

Chi pubblica articoli avra’ sicuramente intenzione di inserire il tuo articolo nelle loro pubblicazioni.

2 – Crea una lista di pubblicisti di riviste elettroniche o e-zine e chiedi il permesso di inviare loro l’elenco dei tuoi articoli completo affinche’ considerino di inserirli nella loro newsletter.

Sarai sorpreso dalle loro risposte positive.

Questa lista di di pubblicisti diventera’ una miniera d’oro per te se poi continui a pubblicare sempre piu’ articoli.

3 – Invia i tuoi articoli a pubblicisti che operano off-line.

La maggior parte di essi sono sempre alla ricerca di nuovi contenuti da pubblicare.

Ed ancora una volta sarai sorpreso perche’ i tuoi articoli saranno sempre piu’ scelti per essere pubblicati.

Inoltra troverai innumerevoli newsletter off-line e giornali che potrebbero essere interessati ai tuoi articoli.

4 – Inserisci i tuoi articoli nel tuo sito web o blog.

Assicurati di aver impostato le pagine del tuo sito secondo la SEO, o Search Engine Optimization, in funzione degli articoli che avrai pubblicato.

Questo vuol dire creare dei meta tag da inserire nel titolo del tuo articolo, nella descrzione del tuo articolo, e per le chiavi di ricerca da inserire nei primi 600 pixel, partendo dall’alto, del tuo articolo.

Una volta che i tuoi articoli saranno visitati dagli spider dei motori di ricerca, i tuoi articoli appariranno nell’elenco dei primi dieci siti web, ad esempio, delle classifiche di Google, in base alle chiavi di ricerca che avrai scelto ed ottimizzato.

5 – Inserisci i tuoi articoli, cioe’ assembla i tuoi articoli in un e-book gratuito, con all’interno i link che porteranno traffico al tuo sito.

Invia l’e-book con i tuoi articoli alla tua lista di iscritti ed invitali a segnalarli ai loro stessi amici, associati e conoscenti.

Prima che tu possa rendertene conto, avrai migliaia di copie del tuo e-book, circolanti sul web che ti porteranno un notevole traffico di visite da tutta l’Italia.

Naturalmente non avrai mai problemi nell’inviare un e-book come omaggio alla tua lista di iscritti fedeli ai tuoi contenuti.

Invece un grande consiglio che ti do e’ quello di evitare assolutamente di utilizzare un e-book, da dare gratuitamente in cambio di nome ed indirizzo e-mail dell’utente, in quanto gli utenti guardano con molto sospetto omaggi consistenti in e-book anche di 50 o piu’ pagine, se magari li hai avvertiti in precedenza dei suoi eccellenti contenuti, come al contempo potrebbero anche sottostimare tali contenuti.

Piuttosto invia un breve report del massimo di 10/15 pagine, per ottenere i dati dei tuoi visitatori.

Il miglior consiglio che ti posso dare e’ quello di creare e-book con al massimo 50 pagine dattiloscritte, da inviare alla tua lista, per evitare di caricare i tuoi iscritti di e-book che poi non leggeranno mai, o non segnalerano mai, perche’, date le dimensioni piu’ grandi, non saranno mai stampati.

Piuttosto, se avrai raccolto molto materiale riguardo ad un argomento, invece di creare un ebook di 500 pagine, prova a crearne 10 di 50 pagina cadauno.

6 – Assembla i tuoi articoli in un e-book che potrai vendere per avere delle entrate sicure.

Questo, come appena detto per l’ipotesi di e-book gratuito, rappresenta un ottimo sistema per sviluppare il tuo e-book.

Qui le dimensioni non hanno molta importanza perche’ il tuo e-book da vendere potra’ essere sia un report di 10/15 pagine molto dense, oppure un e-book di 50 o di 300 pagine, come ormai emerge dall’esperienza siretta sul web.

Ed infatti la strada migliore e piu’ economica e’ sempre quella di pubblicare l’e-book personalmente, sul tuo sito web, oppure sui siti, con i titolari dei quali avrai stipulato un accordo, nel classico formato pdf, oppure prendendo accordi con Amazon, per la sua pubblicazione nel suo proprio formato, oppure utilizzando i suoi servizi di pubblicazione.

7 – Assembla alcuni dei tuoi articoli in modo da creare un corso di 5 o 6 lezioni da inviare via follow-up automatici, con un autoresponder come un software autoresponder professionale, e che potrai offrire ai tuoi visitatori in cambio del loro nome e dell’indirizzo di posta elettronica.

Questa tattica funziona egregiamente e potrai scegliere di inviare il corso in lezioni distanziate di 3 o 4 giorni l’una dall’altra oppure potrai inviare le lezioni tutti i giorni di una settimana, cioe’ in 5 o 6 giorni consecutivi.

8 – Come nel precedente caso, potrai utilizzare gli stessi articoli, inserendoli nel tuo blog, e creando una lista autoresponder, a cui inviare via email i contenuti degli articoli, riassunti in messaggi in un follow-up, insieme ad un link che porti all’articolo originario, in modo da avere un notevole traffico di visite, in cambio del nome e dell’indirizzo e-mail degli utenti.

In questo caso potrai benissimo disassemblare un corso in formato e-book, anche di 700 pagine, le cui lezioni diventino ciascuna degli articoli del tuo blog, e con il tuo autoresponder potrai sicuramente inviare anche oltre 150 messaggi, nel giro di un anno, alla frequenza di 3 messaggi alla settimana, come al solito, come io stesso faccio, il lunedi, il mercoledi, ed il venerdi.

9 – Crea dei report speciali di 10/15 pagine, che abbiano come contenuto uno o piu’ dei tuoi articoli, e vendili sul tuo sito web o blog.

Puoi persino prendere i tuoi articoli per creare un audio o anche un video, e vendere le registrazioni su cd, quindi off-line.

10 – Con i contenuti dei tuoi articoli potrai anche creare dei webinar per utenti, oppure specifici per iscritti, oppure dedicati ai tuoi clienti, per creare maggior valore aggiunto a cio’ che varai loro venduto.

Questi sono alcuni esempi innovativi su quello che potrai fare con l’archivio dei tuoi articoli, in quanto le possibilita’ sono praticamente infinite, ma limitate dalla tua immaginazione.

E comunque se avrai versato olio di gomito, sudore e lacrime per produrre i tuoi articoli, ecco devi solo fare in modo che essi lavorino per te incessantemente.

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Settima lezione - Come creare il contenuto della tua newsletter in 10 passi

Il timore di non essere in grado di creare dei contenuti interessanti per un target ipotetico e’, molto probabilmente, la causa piu’ importante che impedisce di costruire la propria newsletter.

Qualcuno dice che non ci riuscira’ mai e allora nemmeno ci prova a farlo.

Tuttavia questa e’ un’idea errata perche’ chiunque puo’ scrivere riguardo ad un qualsiasi argomento.

Chiunque puo’ avere delle idee che meritino di essere messe su carta.

Di sicuro se non provi non partirai mai!

Ecco 10 passi che ti aiuteranno a creare dei contenuti validi per una newsletter.

1 – Prendi un calendario ed imposta dei periodi di tempo ben definiti con delle scadenze precise ed improcrastinabili.

Se scegli che la tua newsletter sia inviata al mercoledi, la scadenza per la scelta del materiale dovrebbe essere a mezzogiorno del martedi, per avere il tempo per raccogliere i testi da utilizzare ed assemblare la tua newsletter.

2 – Fai una lista degli argomenti sui quali andrai a scrivere: il calendario editoriale.

In genere le riviste chiamano tale lista quale calendario editoriale.

Dovresti percio’ impostare il tuo calendario editoriale in modo da sapere molto in anticipo cio’ che andrai a scrivere, rispetto alla scadenza che avrai scelto.

Allo stesso tempo avrai creato un sistema che ti aiutera’ nel concepire e pianificare i tuoi articoli.

Inoltre i tuoi articoli avranno dei contenuti di qualita’ se saprai cosa scrivere con molto anticipo.

3 – Una volta che ti sarai seduto a scrivere, prendi tutte le fonti cartacee di informazioni che avrai raccolto sull’argomento.

Incomincia a creare nuove idee prendendo appunti su di un foglio in bianco.

Inserisci nel foglio qualsiasi cosa ti venga in mente riguardo a quello specifico argomento e non preoccuparti minimamente di avere scelto idee giuste o sbagliate.

Pensa solo a scrivere.

4 – Adesso che hai raccolto una serie di idee sul tuo argomento, inizia ad inserire ciascuan di esse in varie categorie, organizzate in mdo da rispettare un ordine logico di importanza, di coerenza con l’argomento scelto e/o di validita’.

Quello che scoprirai e’ che questo passo e’ piu’ facile di quanto tu possa immaginare.

Certamente ti accorgerai come alcune di quest idee potrai tralasciarle, poiche’ non avranno alcuna relazione con l’argomento scelto.

Tuttavia per la maggior parte di esse riuscirai a creare un filo logico che le unisca insieme e che le colleghi con l’argomento di cui si tratta, e le inserirai in un ordine che abbia un senso compiuto.

5 – Adesso arriva la parte piu’ facile e cioe’ l’incominciare a scrivere quello che avrai impostato per ogni argomento che avrai scelto.

E molto piu’ velocemente di quanto tu possa immaginare, avrai redatto i tuoi articoli da pubblicare.

Cosa farai se non riesci proprio a creare dei contenuti oppure non trovi il tempo per farlo?

Su Elance.com chiedi affinche’ qualcuno scriva gli articoli al tuo posto.

Oppure prova ad acquisire gratuitamente i diritti di pubblicazione nei seguenti siti web:

•    MarketingSeek.com

•    IdeaMarketers.com

•    EzineArticles.com

•    Yahoo Groups mailing list

Perche’ ti consiglio questi siti in Inglese?

Semplice, perche’ (se sai l’Inglese) riuscirai a trovare dei contenuti inediti e quindi piu’ interessanti, con molta piu’ facilita’, e sarai piu’ invogliato a scrivere da te la tua newsletter senza bisogno alcuno di farti sostituire nella sua redazione.

6 – Rapporto tra qualita’ e lunghezza dei tuoi articoli

In generale Se facciamo una newsletter con contenuti scadenti non potremo mai giungere a nessun risultato.

La qualita’ dei contenuti e’ la garanzia per avere una newsletter letta, cliccata e che porta a dei risultati soddisfacenti, anche in termini di vendite.

Spesso si dice che un messaggio non deve essere troppo lungo; non e’ vero!

Se tale messaggio da’ delle utili informazioni, dei suggerimenti interessanti per il lettore, non per forza devo dire che sia sbagliato farlo lungo.

Certamente il lettore potra’ visualizzare velocemente tutti gli articoli che in qualche modo lo incuriosiscono, se magari ha poco tempo, ma quando avra’  trovato l’articolo che gli interessa in modo particolare, e’ importante che quell’articolo sia sufficientemente approfondito da soddisfare le esigenze dell’iscritto.

Quindi se ho deciso di fare una newsletter e posso inserire contenuti di qualita’, non devo pormi tanto la problematica di quanto devo scrivere.

E’ preferibile, visto che la gente ha poco tempo, poter dire tante cose in poco spazio, ma questo non e’ sempre possibile.

Il problema allora non e’ la lunghezza dei contenuti, se sono utili ed interessanti, mentre invece determinati contenuti lunghi possono essere noiosi perche’ inutili e banali, o scritti in un modo che non attira l’attenzione del lettore.

Potresti benissimo realizzare una newsletter con poche informazioni, purche’ quelle informazioni siano coerenti e sufficienti per catturare la curiosita’ oppure per dare le informazioni, di cui l’iscritto ha bisogno.

Non deve essere troppo breve, onde l’abitudine di aggiungere due righe troppo sintetiche sotto il link di rimando, non sempre e’ una strada vincente.

Devo dire le cose che ritengo utili per il mio lettore e se quelle informazioni non sono sufficientemente o quantitativamente adeguate, dovro’ sviluppare contenuti piu’ ampi.

Quindi ricorda sempre il famoso detto, secondo cui: ”Bisogna essere brevi e concisi, ma in funzione di quello che il nostro navigatore si aspetta da noi”.

In conclusione se il tuo iscritto vuole informazioni approfondite di qualita’, ben venga anche la lunghezza.

7 – Cerca di non essere troppo formale ma amichevole

Un altro errore spesso diffuso e’ costituito dalla freddezza o dalla formalita’ dei messaggi di una newsletter.

Ricordati che gli iscritti sono persone che come tali vogliono un minimo di rapporto umano.

Quindi le tradizionali newsletter in stile comunicato stampa di sicuro non avranno mai successo poiche’ hanno l’effetto di creare freddezza e distacco.

Abbiamo gia’ visto nel capitolo sugli elementi di un messaggio efficace, e lo vedremo ancora in quello sui contenuti dei messaggi di un follow-up, che nei messaggi la soluzione migliore e’ quella di parlare sempre in modo informale e diretto.

Anche nella newsletter non bisogna dare del lei ma bisogna dare del tu.

Devi parlare in prima persona, perche’ l’obiettivo principale delle tua newsletter e’ quello di creare un clima ed un rapporto che sia basato sulla fiducia.

Parlare in prima persona significa cercare di instaurare quel dialogo che avresti parlando con un tuo amico.

Quando vi e’ la possibilita’ di instaurare un minimo di rapporto umano, semplicemente iniziare con due righe, cioe’ “Benvenuto Sergio…..”, e magari cerca di raccontare un qualcosa di simpatico, una storia; almeno all’inizio apriamo con un approccio umano cercando di creare un po’ di calore.

In tal modo potrai sicuramente aumentare le probabilita’ che il navigatore non solo legga l’email, ma si fidelizzi alla tua newsletter.

Percio’ e’ evidente la necessita’ di firmarsi non con il classico “la redazione”, ma in prima persona.

Il fatto di salutare in apertura o in chiusura del messaggio, oppure ogni tanto, anche essere un po’ simpatici, fare una battuta, raccontare una storia, sono tutti piccoli suggerimenti che ci aiutano nel rendere il messaggio piu’ accattivante.

Ecco quindi l’importanza di questo tipo di apertura.

Non bisogna ridurre il tutto a dei semplici: titolo, descrizione, link, novita’, arrivederci, la redazione.

Quindi evita di dare del Lei o presentarti con un Noi e imposta il tuo discorso con il Tu e presentati con un io.

Del resto qui non si tratta di comunicazioni commerciali formali, o di mantenere il contatto con il potenziale cliente incontrato in una fiera (anche se poi c’e’ da dire, che, nel proseguo del rapporto, e’ meglio modificare il “Lei” in “Tu”, per ottenere migliori performance da quel cliente).

Siamo in una situazione diversa, perche’ il tuo iscritto e’ divenuto tale perche’ ha potuto verificare il tuo stile diretto di comunicazione gia’ negli articoli del tuo sito web o del tuo blog, onde se si e’ iscritto significa che gli va benissimo come ti proponi e scrivi, anche se poi bisogna aggiungere che ormai una certa formalita’ nella stesura dei contenuti di un sito o blog, non puo’ piu’ dare i risultati che ci sarebbe aspettato di ottenere anche piu’ di quindici anni fa.

Infatti molte cose sono mutate nella comunicazione on-line e cio’ e’ verificabile attualmente sia nelle pagine web che nella comunicazione via e-mail.

Le tipiche frasi che sottolineano la formalita’ della tua comunicazione sono sempre quelle: “noi pensiamo che”, “siete benvenuti”, “buongiorno a tutti”, buongiorno a tutti gli iscritti”, “a tutta la lista”: queste frasi sono sbagliate perche’ non catturano l’attenzione e non creano alcun rapporto di intimita’ tra te ed il lettore.

Quindi dare sempre del tu e parlare in prima persona, e non usando il noi e di conseguenza cercare, quando si puo’, di personalizzare il messaggio.

Importante e’ sottolineare che l’uso del Tu e dell’io presuppone tre importanti concetti:

A) mentre il formato html da l’idea del voler proporre il proprio messaggio come un noi siamo, il formato testuale, essendo piu’ semplice e’ considerato come un messaggio personale;

B) mentre il formato html puo’ dare l’idea di un volantino pubblicitario, il formato testuale ti aiuta a far prevalere quelli che sono i contenuti; e del resto calcola che potrai avere della grafica d’impatto, ma se i tuoi contenuti lasciano a desiderare, il tuo business non ne ricavera’ un gran beneficio;

C) la prevalenza data ai contenuti attraverso l’utilizzo del formato testuale potra’ aiutarti maggiormente perche’ tale formato, strettamente connesso con l’utilizzo del tu, e’ necessario non solo dal punto di vista dell’informalita’, ma anche dal punto di vista della possibilita’ di catturare l’attenzione del lettore, e di fargli capire maggiormente che quello che stai per dire e’ realmente utile ed interessante per l’iscritto, e che e’ in funzione dei suoi bisogni e desideri.

Percio’ ricorda sempre che il tuo successo con la newsletter sara’ sempre basato sui contenuti e che l’informalita’ ed il formato testuale sono piu’ incisivi nella presentazione dei tuoi contenuti!

Quanto alla personalizzazione del messaggio e’ importante un altro punto e cioe’ la possibilita’ di catturare il nome dell’iscritto allo scopo di utilizzarlo in ogni invio, nell’oggetto del messaggio e subito sotto la sua intestazione.

Con un software autoresponder professionale potrai personalizzare il messaggio con il nome del destinatario, sia nell’oggetto che sotto l’intestazione e’ facilissimo, ma potrai personalizzare i tuoi messaggi con oltre un centinaio di tag standard e con tag personalizzati illimitati!

8 – Personalizza i contenuti in funzione del tuo target

Non partire dal presupposto che quello che stiamo dicendo sia per forza bello ed interessante, solo perche’ per noi e’ una cosa importante.

Chiediamoci sempre se quello che stiamo per dire sia realmente utile ed interessante per l’iscritto, o, se ritenessimo che possa non esserlo, cerchiamo almeno di metterlo nella forma ideale affinche’ possa essere coerente con i bisogni e desideri del tuo iscritto.

Hai gia’ visto nel che il visitatore di un sito si chiede sempre che cosa ci sara’ qui di utile per lui, e perche’ dovrebbe rimanere sul tuo sito e poi se si potra’ fidare di te.

Ecco, la stessa cosa accade anche quando l’iscritto si approccia alla lettura dei tuoi messaggi.

9 – Chi scrivera’ la newsletter

Un’altra variabile da impostare nella costruzione di una newsletter e’ costituita dal personale.

Chi la pianifica?

Chi raccogliera’ i contenuti da inserire?

Chi scrivera’ la newsletter?

Queste sono domande a cui dobbiamo rispondere in sede di pianificazione, con la scelta di chi dovra’ occuparsi della raccolta del materiale e della redazione.

E’ importante sapere gia’ chi la realizzera’ anche perche’, per quanto vi possano essere piu’ persone in grado di farla, ognuno ha un proprio stile editoriale e quindi, se il lettore e’ abituato ad un certo tipo di approccio o di contenuti e domani dovesse scrivere un’altra persona, per quanto esperta, il primo potrebbe percepire delle variazioni che potrebbero sconcertarlo.

Se possibile, in caso di imprevisto, l’incaricato dovrebbe essere sostituito da qualcuno che sia alla sua altezza e che abbia dimestichezza con la linea editoriale gia’ adottata.

Percio’ dobbiamo evitare di trovarsi al venerdì sera con la newsletter ancora da inviare e poi va a finire che la fa chi non ha grande esperienza nella realizzazione dei contenuti e quindi la newsletter sara’ redatta con contenuti di scadente qualita’.

Quindi e’ importante pianificare e sapere esattamente chi e come scrivera’ i contenuti.

10 – Il parere dell’esperto

Nelle newsletter e’ importante la rubrica con il parere dell’esperto, ovvero, se non possiamo permetterci di pagare una persona fissa che sia esperta del settore, potremmo eventualmente far realizzare qualche articolo da un esperto del settore, ovvero da una persona conosciuta nel settore in cui operiamo.

Questa e’ una strategia utilizzata dalle grandi aziende che operano nel settore dell’email marketing, per dare valore aggiunto alla propria newsletter.

Magari una volta al mese o una volta ogni due mesi, avere l’esperto che scrive il suo parere sull’argomento del momento, piuttosto che sui contenuti di quel determinato sito o prodotto, e’ una cosa che da’ valore aggiunto all’email.

Capitolo XVIII - Come creare e gestire una newsletter. Sesta lezione - I nove passi piu’ importanti da affrontare nella creazione di una newsletter

Se vorrai creare una newsletter dovrai decidere su questi nove punti cruciali:

•    oggetto della tua newsletter;

•    nome e contenuto della newsletter;

•    frequenza di invio della newsletter;

•    il formato della tua newsletter;

•    come catturare, immagazzinare e gestire nomi ed indirizzi degli iscritti;

•    impostare il tuo software un software autoresponder professionale per l’invio di messaggi ad una massa di iscritti;

•    creare e testare il tasso di gradimento della tua prima newsletter;

•    lanciare la newsletter;

•    riesaminare e migliorare la tua newsletter.

I primi 6 punti attengono alla pianificazione di una newsletter.

Così come succede anche in un sito web, anche nella creazione di una newsletter c’e’ un prima fase fondamentale, ovvero quella della pianificazione.

Spesso, solo perche’ si e’ creato un sito web, la gente ritiene che sia giunto il momento di creare una newsletter.

Niente di piu’ sbagliato!

Non deve essere così semplice e banale l’operazione della creazione di una newsletter.

Bisogna pianificarla, creare un progetto ben delineato, bisogna chiedersi perche’ farla, e quali obiettivi abbiamo, cosa vogliamo raggiungere, esattamente come dovremo fare quando vogliamo creare un sito web.

Come in ogni buona pianificazione devo chiedermi esattamente a che target devo rivolgermi, quali sono i suoi bisogni e desideri, il budget, i tempi, chi realizza i contenuti.

Queste variabili devono essere sempre pianificate per la creazione di una semplice newsletter.

I successivi 3 punti si riferiscono alla messa in pratica di una newsletter.

• creare e testare il tasso di gradimento della tua prima newsletter;

• lanciare la newsletter;

• riesaminare e migliorare la tua newsletter.

Ognuno di questi punti sono piuttosto semplici da mettere in pratica, ma comunque richiedono una certa riflessione.

Osserviamo ciascuno di questi punti singolarmente, in modo da apprendere definitivamente quello che occorre per lanciare una newsletter on line.

a. Decisione sull’oggetto della tua newsletter

Una newsletter puo’ avere una varieta’ di oggetti a seconda dello scopo che ti sarai prefissato.

Qui ti presento un elenco di scopi, per i quali un oggetto potrebbe essere creato:

• diffondere il tuo nome e la tua reputazione;

• vendere pubblicita’;

• vendere prodotti e/o servizi;

• annunciare nuovi prodotti, servizi o la nascita di nuove aziende;

• la composizione di un e-book;

• collezionare nomi e messaggi e-mail da affittare o vendere;

• creare empatia con i clienti;

• portare un buon traffico di visite al tuo sito web.

Qualsiasi sia l’oggetto, assicurati che esso sia coerente con i contenuti del corpo dei messaggi della newsletter.

Per chiarire il problema ti faro’ un esempio.

Un bel po’ di tempo fa, quando le newsletter erano piuttosto diffuse, mi iscrissi ad una newsletter di un imprenditore on line che forniva servizi ai liberi professionisti.

Egli non aveva mai venduto spazi pubblicitari nei messaggi della sua newsletter ed era l’unico autore dei suoi contenuti.

Avrebbe potuto benissimo avere altre fonti di guadagno vendendo spazi pubblicitari, come avrebbe potuto benissimo affidare ad altri la redazione dei messaggi della sua newsletter, alleggerendo in tal modo il suo carico di lavoro.

Ma non ebbe mai intenzione di cambiare al sua linea editoriale perche’ il suo scopo principale era quello stabilire una relazione esclusiva con i suoi lettori in modo che essi potessero acquistare solo i suoi prodotti e/o servizi, incrementando notevolmente la sua credibilita’ presso di essi.

b. Decisione sul nome della newsletter

Il nome della tua newsletter dovrebbe essere coerente con i suoi contenuti.

Non ho mai creato newsletter ma solo follow-up di direct email marketing, e tuttavia potrei farti alcuni esempi di newsletter di origine straniera, che ho preferito di gran lunga, rispetto persino a quelle nazionali:

•    No BS Marketing Letter, di Dan Kennedy e Ken McKarthy, argomento: Pensieri sul marketing per piccole imprese.

•    Marketing Tips Newsletter, di Corey Rudle; argomento: E-marketing strategies.

•    Web Marketing Today, di Ralph Wilson; argomento: E-marketing strategies.

•    Profit Pill, di Michael Fortin; argomento: Copywriting.

•    Web’s Worth Watching, di Ryan Deiss; argomento: Siti web raccomandati per emarketer.

Queste sono alcune delle newsletter a cui mi sono iscritto alcuni anni fa.

Non ho mai voluto mantenere la mia iscrizione presso newsletter che fossero composte da messaggi corti.

Ho sempre preferito le newsletter con messggi lunghi pieni di contenuti.

Le migliori che ho stampato le ho sempre lasciate nel bagno…mmh…forse sto lasciando troppe informazioni, e comunque in quel modo di sicuro sarebbero state lette!

Noterai che sono tutte newsletter orientate al marketing.

c. Decisione sul contenuto della newsletter

Anche il contenuto della tua newsletter dovrebbe essere coerente con l’oggetto dei tuoi messaggi.

Se hai intenzione di creare delle relazioni stabili con i tuoi iscritti potresti considerare di scrivere personalmente i tuoi articoli con domande interattive ed una sezione dedicata alle risposte.

Se invece il tuo obiettivo fosse quello di vendere spazi pubblicitari potresti pensare di inserire una sezione dedicata alla pubblicita’.

Ma in ogni caso qualsiasi cosa tu inserisca nella tua newsletter dovrebbe avere uno specifico proposito che sia in linea con il tuo scopo principale.

Ora ti elenco alcune idee che potresti utilizzare per creare i contenuti per la tua newsletter.

•    Notizie su aziende e settori;

•    Articoli contenenti trucchi o strategie su come fare per…;

•    Risposte di lettori/utenti a domande di altri lettori/utenti;

•    Le tue risposte alle domande dei lettori/utenti;

•    Testimonial dei lettori/utenti, opinioni e feedback;

•    Case history di clienti e casi di studio;

•    L’angolo dell’esperto, o la pagina dell’esperto;

•    L’opinione dell’editore o l’angolo dell’editore;

•    Risorse raccomandate dal web;

•    Pubblicita’ di prodotti e/o servizi esclusivi;

•    Concorsi con premi;

•    La tua intervista ad esperti;

•    La recensione di prodotti e/o servizi (libri, software, siti web, utilita’, etc.)

•    Giochi e storie, tue o altrui;

•    Risultati di sondaggi e ricerche di mercato;

•    I progressi in specifici progetti tuoi o di altri.

I tuoi contenuti sono limitati solamente dalla tua fantasia,

Molte newsletter, come quelle menzionate sopra, contengono uno o piu’ tipi di contenuti appena menzionati.