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La fondatezza accuse a Giuseppe Traversa

In questo procedimento penale, intentato inutilmente contro il Dott. Giuseppe Traversa, da un magistrato giudicante, non piu' vivente, e da un magistrato inquirente, nonche’ dall'accusa presso la Corte dei Conti di Milano, hanno inteso attribuire fondatezza alle dichiarazioni di Marco Brogiato, il pentito che ha chiamato in correita’ il Dott. Giuseppe Traversa per corruzione, al quale il primo avrebbe consegnato una indeterminata somma di danaro.

Al contempo i medesimi hanno inteso attribuire un’ulteriore connotazione di fondatezza a tali accuse, imputandogli di avere omesso, con dolo oppure con colpa grave, i necessari controlli, relativi ai rimborsi, i quali si ritiene fossero stati favorevolmente concessi, nonostante la totale insussistenza dei crediti vantati, ad essi collegati.

Le dichiarazioni del chiamante in correita’ del Dott. Giuseppe Traversa, sono state in seguito destituite di fondamento perche’ contraddittorie.

Ma non solo, perche’ in seguito ad un esame piu’ approfondito delle leggi regolatrici dei rimborsi, e dopo la verifica del comportamento del Dott. Giuseppe Traversa, in merito al riscontro formale della sussistenza di tali crediti, si e’ giunti finalmente a comprendere, e per farlo non e' necessario essere laureati, che il Dott. Giuseppe Traversa ha concesso il nulla osta al rilascio dei rimborsi, dopo che il medesimo aveva applicato esattamente quanto prescritto dalla legge.

Quindi si e’ esclusa qualsiasi ipotesi di dolo o colpa grave per l’impossibilita’ di ravvisare alcun tipo di omissione.

E del resto gli stessi impiegati ed il Direttore dell’Ufficio IVA di Mantova, pur compiendo un approfondito riscontro di merito, sulla sussistenza di tali crediti, non si sono accorti di nulla.

E se non hanno potuto accertare la reale insussistenza dei medesimi, men che meno avrebbe potuto accorgersene il Dott. Giuseppe Traversa, il quale, appunto, doveva compiere solo un esame formale e superficiale.

Cosa si sarebbe potuto chiedere di piu’ all’imputato, considerato che, nell’ottobre del 1991, il medesimo ha rilasciato il nulla osta a ben 600 richieste di rimborso IVA?

Una volta accertato il funzionamento della legge sui rimborsi, anche le dichiarazioni di accusa del pentito Marco Brogiato avrebbero potuto essere considerate come destituite di qualsiasi valore, con tutte le conseguenze del caso, sfavorevoli a quest’ultimo.

Il processo avrebbe potuto essere chiuso in meno di 3 settimane, anche senza il supporto di un avvocato difensore del Dott. Giuseppe Traversa.

Tuttavia, data l’elevata considerazione, di cui i pentiti godevano all’epoca, come ad esempio nei processi di mafia, e di mani pulite, i magistrati che procedevano contro il Dott. Giuseppe Traversa hanno continuato a mantenere quest’ultimo in uno stato di colpevolezza, fino alla sentenza sul patteggiamento, cioe’ il momento in cui il medesimo e’ stato assolto con la sentenza della Corte dei Conti del gennaio del 1999, in merito al danno erariale.

In tale sentenza si e’ fatto riferimento al fatto che tutti i beni in possesso dell’imputato erano pervenuti tramite acquisto con i proventi accertati del suo lavoro di dirigente dell’Amministrazione Finanziaria.

Tale sentenza ha eliminato qualsiasi effetto negativo del procedimento  penale pregresso, in capo al Dott. Giuseppe Traversa.

Se giudicante e requirente citati fossero stati piu’ avveduti, avrebbero potuto e dovuto applicare de plano le leggi esistenti e vigenti, dandosi luogo ad un’inevitabile richiesta di archiviazione del caso al giudicante o l’assoluzione gia’ in sede di giudizio innanzi al Gip di Mantova, piuttosto che continuare selvaggiamente a perseguitare dal 1993 al 1999, una famiglia di tre semplici quanto irreprensibili persone.

Tra di essi il primo gia’ piuttosto conosciuto e stimato in tutti gli ambienti della pubblica amministrazione finanziaria, della regione e della provincia, per la sua onesta’ e laboriosita'.

La seconda, la moglie Maddalena Nitti, casalinga e non certo un’ ineffabile investitrice di capitali, inquisita e poi derubricata dal reato di favoreggiamento.

Il terzo, il Dott. Sergio Traversa, laureato presso la Facolta' di Giurisprudenza di Milano Statale, nonche' praticante della professione forense e studente presso i corsi per accedere alla carriera di magistrato, ex carabiniere ausiliario, congedato con onore per la sua bravura, e molto tenuto in considerazione dai suoi ex comandanti.

I magistrati del procedimento penale hanno continuato a procedere contro il Dott. Giuseppe Traversa, approfittando della morte del suo difensore, dell’impossibilita’ del nuovo inesperto difensore di avere il tempo necessario per approfondire la questione, allo scopo di influenzare illegittimamente il procedimento, sperando in una piena confessione del Dott. Giuseppe Traversa.

Ma non avrebbero mai potuto ottenere l’inconfessabile.

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