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I meriti di Giuseppe Traversa

Con il procedimento penale a carico del Dott. Giuseppe Traversa, si e’ pervenuti alla sua persecuzione pluriennale, che gli ha causato l'insorgenza di una grave forma di tumore, durata circa 15 anni, con il suo decesso in data 4 settembre 2010, alla distruzione della sua carriera ed alla distruzione psicologica e fisica di sua moglie ed a quella psicologica, fisica e professionale di suo figlio.

Un trattamento globale immeritato, assurdo ed ingiusto, oltre che illegittimo, perche' basato su di una prassi che verra' smantellata dal Ministro Carlo Nordio, nella sua annunciata riforma, una specie di ossimoro giuridico, oltre che contrario ad ogni logica processuale, che ha causato persino la giustificatissima reazione del Dott. Sergio Traversa, che risulta indagato per gravi minacce al pubblico ministero, come se cio' non potesse non insorgere da parte di un qualsiasi uomo dotato di una piu' che normale capacita' di autocontrollo.

La reazione citata si giustifica sulla base del tipo di vita sobria e vissuta all'insegna dei principi morali piu' elevati, supportati dal voler essere stimati dalla collettivita' per l'impegno profuso nel proprio lavoro, nell'esercizio del proprio dovere pubblico, piuttosto che essere invidiati per l'avere o per il possesso di beni lussuosi, o per l'essere stati furbi nel riuscire ad acquisire notevoli somme di danaro per acquisire beni da sfoggiare solamente per suscitare l'invidia degli stolti.

Infatti il Dott. Giuseppe Traversa, e di conseguenza anche suo figlio, che stava prendendo la sua stessa strada morale di impegno, anche se in un'attivita' autonoma temporanea, perche' il suo desiderio principle era quello di vincere il concorso di magistratura, era un funzionario piu’ volte riconosciuto dalla pubblica amministrazione finanziaria come eccellente nella gestione e conduzione degli uffici statali finanziari, per la sua nota laboriosita’, qualifica espressa anche con il voto di 110, massimo voto per un dipendente statale.

In quel preciso momento, siamo al 26 novembre 1993, il Dott. Giuseppe Traversa era il Titolare Conservatore dei Registri Immobiliari di Brescia, il Reggente Conservatore dei Registri Immobiliari di Salo', Reggente Direttore dell'Ufficio del Registro di Salo', dirigente compartimentale di Milano del dicastero del Ministero delle Finanze, distaccato a Brescia con l'incarico ispettivo degli Uffici Iva della Lombardia Orientale, tra cui Brescia1, Brescia2, Cremona, Bergamo e Mantova.

Nel periodo temporale di circa un lustro nell'espletamento di tali incombenze, pur di guadagnare di piu', si era mostrato anche disponibile a ricoprire incarichi temporalmente molto brevi, nella gestione di uffici di registro e conservatorie dell'intera provincia di Brescia.

Era una delle persone piu’ oneste e laboriose che siano mai esistite nella pubblica amministrazione, tanto che in circa 40 anni di lavoro come appassionato servitore dello Stato, ha chiesto solo un mese di malattia, per stare vicino al capezzale alla madre morente, e non si e’ mai ammalato, e’ stato sempre presente sul lavoro, ma poi, dopo quasi 15 anni di sofferenze, quando era gia’ in pensione, a cui era andato con due anni di anticipo, per le torture subite, ed a causa del dolore che gli ha procurato il processo subito, e’ morto di una forma rarissima ed incurabile di tumore.

Il Dott. Giuseppe Traversa si e’ prodigato per sistemare la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Brescia, la quale, pur essendo sotto organico, venne celebrata dal Giornale di Brescia, nel Maggio/Giugno del 1993, come la piu’ efficiente in Italia, e quindi al primo posto in Italia per velocita’ e rapidita’ di iscrizioni e trascrizioni.

Egli stesso mai disdegno’ di compiere attivita’ di archivista alla bisogna, scendendo nei polverosi piani inferiori ed utilizzando le classiche e perigliose scale a pioli, per sistemare i faldoni non piu’ utilizzati nella stessa giornata e da rimettere a posto.

Mai disdegno’ di fungere lui stesso da portinaio, per malattia dell’incaricato titolare di quel posto, arrivando persino ad essere rimproverato pesantemente un Maresciallo dei Carabinieri, il quale si immagino’ di poter saltare la coda e di poter apostrofare mio padre perche’ al momento gli sembrava un portinaio.

Credo che i Marescialli dei Carabinieri siano persone che meritino un profondo rispetto, ma quando si lasciano andare a comportamenti molto disdicevoli, penso che debbano essere rimproverati e di ricevere note di di demerito ai fini della loro carriera.

Qualche anno prima, quando era Direttore dell’Ufficio del Registro di Verolanuova, si interesso’ di migliorare sia gli affari del suo ufficio, in termini di produttivita’ ed efficienza, sia in termini di produttivita’ ed efficienza degli studi notarili di Brescia, che registravano a Verolanuova, i cui titolari lamentavano che a causa degli orari dei treni, i loro dipendenti facessero poco e niente.

E per sviluppare anche le attivita' del proprio ufficio ed eliminare tutti quei problemi alla radice, mio padre riuscì a far modificare gli orari dei treni della Freccia della Versilia, in modo che il treno piu’ utile del mattino arrivasse da Brescia, a Verolanuova, proprio verso le 7.45, un quarto d’ora prima dell’apertura degli uffici da lui diretti, e cio’ lo agevolo’ anche per il fatto che non avrebbe piu’ dovuto fare delle levatacce per prendere un treno alle 5.30 per essere poi a Verolanuova un’ora prima, cosa a cui rimedio’ temporaneamente utilizzando l’auto, in andata e ritorno, nella tratta Brescia-Verolanuova, e di sicuro tutti ricordano come quella strada fosse percorribile con molta difficolta’ a causa della nebbia, nei mesi invernali.

Naturalmente il lavoro dell’ufficio quasi triplico’ fino ad aversi un certo malcontento dei suoi dipendenti, che tendevano a causa di cio’ a moltiplicare le pause per la sigaretta, le penne che non scrivono e altre inutili perdite di tempo.

Quindi una posizione preminente, della quale i piu' ignoranti ed invidiosi parlavano di spintarelle, di traffici loschi, di politica sottobanco, senza sapere nulla dei suoi sacrifici, svolti pur di guadagnare di piu’ dello stipendio dirigenziale ordinario.

Il fatto e’ che lui aveva un'energia fuori dal comune onde era invidiato da molti colleghi e superiori, che per poter possedere quello che aveva lui avrebbero potuto solamente fare bustarelle, senza nemmeno poter intestarsi le proprieta' mobiliari ed immobiliari illecitamente acquisite.

Ma cosa hai fatto pubblico ministero?

Approfittare delle scandalose leggi italiane per rovinare gratuitamente le persone piu' meritevoli, senza alcun valido motivo, pur di apparire un grande castigatore di presunti malandrini corrotti, approfittando persino dell'ingenuita' di persone come mio padre, che proprio per l'impegno profuso, non si aspettava minimamente di poter cadere nella gogna processuale, e non si immaginava nemmeno di dover mettere il proprio guadagno da parte e da dover investirlo un giorno in avvocati che fossero veramente bravi, invece di accontentarsi di emeriti lacche' dei tribunali, o di avvocati ormai spacciati perche' colpiti da tumore al cervello (sic!).

Di sicuro se mio padre fosse stato un corrotto, si sarebbe preoccupato di mettere da parte qualche cospicua somma, nell'eventualita' di dover investire in difese di natura processuale.

Credo che anche quest'ultimo aspetto avrebbe dovuto essere valutato, nell'insieme dei suoi meriti, al fine di ottenere di essere totalmente scagionato, con l'archiviazione del caso.