Visualizzazione post con etichetta Invia i tuoi messaggi con una sequenza di follow-up marketing pianificata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Invia i tuoi messaggi con una sequenza di follow-up marketing pianificata. Mostra tutti i post

10 agosto 2021

Capitolo XVI - Follow-up e frequenza di invio. Settima lezione – Il follow-up ed il numero di messaggi da inviare

Una volta che il tuo autoresponder professionale abbia inserito gli iscritti nel suo database, avrai la possibilita’ di inviare i tuoi messaggi con una sequenza di follow-up marketing pianificata secondo i tempi che avrai impostato a tuo libero piacimento.

Potrai inviare offerte, promozioni, suggerimenti e idee alla tua lista per fare acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli acquisiti ed incrementare il tuo fatturato.

Ora qualcuno potrebbe non essere d’accordo con me, ma il Follow-up Marketing On Line rappresenta il sistema piu’ redditizio nel settore l’E-mail Marketing.

E non avere timore di inviare una promozione alla tua lista!

Dopotutto se qualcuno si e’ cancellato, cio’ e’ un evento che deve essere considerato in modo positivo per il tuo business, poiche’ chi si cancella sicuramente non ha alcuna intenzione di acquistare nulla da te.

Con un software autoresponder professionale potrai inviare alla tua lista una serie di messaggi ad intervalli prestabiliti.

Quando qualcuno si iscrive, egli riceve i messaggi con la frequenza che avrai inizialmente impostato.

Questo e’ un ottimo modo per guadagnare con molto meno sforzo, rispetto ai messaggi in inviati con un comune software di posta elettronica (Outlook, Eudora, etc.).

Ma con un software autoresponder professionale potrai inviare anche dei messaggi in broadcast, che saranno pronti da spedire immediatamente, o potrai anche programmare l’invio del broadcast ad una data successiva.

Con l’invio di un broadcast posso aggiornare i miei iscritti con eventuali modifiche delle informazioni prodotti e/o servizi venduti.

Posso anche aggiungere alcune informazioni personali allo scopo di rendere piu’ gradevoli ed umani i messaggi inviati.

Nel complesso dipende tutto da come si vuole organizzare l’attivita’ di vendita, anche se in genere preferisco l’invio di messaggi preimpostati in sequenza di follow-up, rispetto ai broadcast, perche’ cio’ mi consente di dedicare tempo ad altri business: una volta creata la serie dei messaggi, essa funziona come un pilota automatico di cui non mi devo piu’ curare.

Vediamo allora il problema della frequenza.

Quanti messaggi inviare?

Ogni giorno?

Uno alla settimana?

Uno al mese?

Risposta: dipende.

Io non mi preoccupo assolutamente di quello che i miei iscritti possano dire sul numero dei messaggi che invio loro.

So che alcuni saranno grati per le informazioni e le offerte inviate, mentre qualcuno potra’ risentirsi per essere stato contattato in questo modo.

E’ l’ultima cosa di cui dovrai preoccuparti!

Infatti io invio messaggi ai miei iscritti piu’ volte persino nell’arco di una settimana.

Alcuni si cancellano e dicono che invio troppi messaggi o troppe offerte e promozioni, ma cio’ non mi importa assolutamente.

Nella maggior parte dei casi, sono persone che non hanno mai comprato niente da me in passato, e magari si sono reiscritti da pochi giorni, e probabilmente non acquisteranno mai nulla da me in futuro anche se rimanessero iscritti alla mia lista.

C’e’ un dibattito nel settore dell’internet marketing riguardo alla frequenza dei messaggi da inviare ad una lista.

Tempo fa ho potuto leggere un interessante report sull’E-mail Marketing avente tale oggetto, in cui si discuteva di: meglio inviare tante email o poche email, anche di una newsletter?

Ecco le due posizioni.

La prima e’ la seguente: bisogna puntare tutto sull’automazione, e inviare poche email (ma buone).

Il suo concetto e’ questo: oggi le persone sono invase da email di tutti i tipi.

Meno ne ricevono anche da parte tua, meglio e’.

Piuttosto crea sistemi automatici che identificano il comportamento del cliente, e manda quindi email solo a chi sia veramente interessato su un argomento.

Ad esempio: mandi una email che parla di marketing?

Puoi verificare se qualcuno apre quell’email, e poi inviare una successiva email solo su quell’argomento.

Teoricamente questo e’ l’approccio piu’ “pulito” e il miglior compromesso tra rendimento e risultato.

La posizione espressa da un altro noto web marketer e’ invece differente.

Infatti questi ha impostato una strategia di invio di contenuti drasticamente diversi.

Come ad esempio

A - con l’invio di sole “offerte” a vari segmenti di target.

B - con l’invio di soli articoli informativi.

C - con un mix che racchiuda offerte e contenuti informativi.

Dopo tutti i test effettuati il suo orientamento attuale e’ il seguente:

1) in generale piu’ email invii, piu’ la lista diventa profittevole.

Questa e’ una regola generale, tuttavia possono esserci eccezioni come nel caso dell’info-business e dei “lanci”, dove bastano poche email per generare profitto.

Esaminando i risultati dei test di vari modelli differenti tuttavia, e’ parso a quest’ultimo che chi invia molto ottiene mediamente piu’ visite (e quindi mediamente piu’ vendite) rispetto a chi manda email meno di frequente.

2) L’automazione e’ decisamente utile, ma vale la pena solo sui grandi numeri.

Su questo punto e’ stato fatto un test ben preciso: con un’email aperta da diecimila persone, ha senso creare un follow-up automatico che poi continui con messaggi email dirette solo a chi abbia aperto il primo messaggio.

Su un’email aperta solo da 1000 persone, invece i numeri (che decrescono all’invio di ogni email successiva) rischiano di diventare troppo bassi e di non portare alcun risultato significativo.

Sembra quindi che in tale ultimo caso sia necessario utilizzare la funzione di broadcasting, quantomeno per avere un quadro piu’ preciso delle aperture.

3) Una email al giorno disturba?

Ecco come (in parte) evitarlo.

Oggi il rischio di essere percepito come un “disturbatore”, inviando una email al giorno, e’ ancora presente.

Tuttavia in base all’orientamento del secondo autore, tale rischio e’ piu’ basso di quanto non fosse qualche anno fa.

Infatti qualche anno fa era raro ricevere una email al giorno, ed ovviamente chi riceveva un email al giorno ne era anche entusiasta per la novita’ che cio’ comportava.

Oggi molte piattaforme inviano una email al giorno, anche automatiche (basti pensare a Groupon, o ai portali di lead generation)

Pertanto il problema non e’ piu’ il numero di e-mail quanto piuttosto che contenuti invii, la qualita’ dei tuoi contenuti.

Ovviamente inviando una email al giorno la qualita’ tende ad abbassarsi, e questo e’ indubbiamente vero, con tutta la buona volonta’ che un’azienda puo’ metterci.

Tuttavia, secondo l’ultimo autore, cio’ che si puo’ notare e’ che oggi, chi e’ iscritto ad una newsletter, usa un approccio differente rispetto a qualche anno fa.

Una volta leggeva tutte le email che riceveva, o quasi.

Mentre oggi si tende ad accumulare le email, e “scorrerne” i titoli velocemente, come se i titoli fossero annunci pubblicitari in una campagna pay per click.

E questo dato emergerebbe dalle grandi differenze in termini di open rate che ricevono le email inviate.

Se questo e’ vero, puo’ aiutare il fatto di inserire nel titolo un “richiamo chiaro” all’argomento di cui l’email parla.

In quest’ottica stai chiamando il tuo target, e implicitamente gli stai dicendo che, se non interessato, puo’ anche non aprire l’e-mail.

Ma, poiche’ la invii a tutti, hai piu’ probabilita’ di vendere il tuo prodotto.

Naturalmente ci saranno sempre persone a cui non fara’ piacere ricevere una e-mail al giorno.

E il mercato, per quanto esaminato da quell’autore, sembra stia andando in quella direzione.

Cosa ne penso?

Sicuramente la seconda opinione e’ preferibile, e comunque dipende sempre dai contenuti che puoi offrire.

Certo e’ che l’automazione non e’ la panacea per tutti i mali, ma e’ da notare come un’azienda americana (Hubspot) utilizzi l’invio automatico ed anche il broadcasting per inviare articoli informativi ed e-book, cercando di accontentare i gusti del target.

E le sue campagne di e-mail marketing sono caratterizzate dalla possibilita’ data al destinatario di scegliere la frequenza maggiore o minore di messaggi.

Altri web marketer dicono che una volta a settimana sia piu’ che sufficiente, ma ritengo che sia sbagliato, perche’ almeno due massaggi alla settimana rappresenterebbe il giusto equilibrio, mentre altri ancora affermano che dipende dalla nicchia, dal prodotto e dai contenuti disponibili.

Io sono d’accordo anche con quest’ultima opinione, ma credo anche che ognuno poi debba fare quello che ritiene piu’ giusto, sempre dopo avere testato varie soluzioni per trovare quella che si adatti meglio al suo business.

Lo so, sembra che tutto cio’ non abbia una risposta lineare e dipenda da una varieta’ di situazioni molto diverse tra loro.

Io penso soprattutto che in una fase in cui stai incominciando il tuo business e non sei ancora molto conosciuto, inviare un messaggio ogni due settimane sia strategico per non apparire invadente da subito, dato che non conoscono ancora la tua linea editoriale e non possono ancora valutare la validita’ dei tuoi contenuti.